BOE non si arrende. Il colosso cinese del display vuole tornare tra i fornitori principali di Apple. E per farlo ha preparato un piano ambizioso. Produrre fino a 100 milioni di pannelli OLED all’anno per i futuri iPhone. La una lunga serie di battute d’arresto sono culminate con l’esclusione dai modelli recenti per via di standard qualitativi non rispettati. Ma ora l’azienda vuole dimostrare di poter competere con i giganti coreani Samsung Display e LG. Che sono da anni partner preferenziali di Cupertino.
BOE punta sulla nuova generazione di iPhone 17
Secondo l’ultimo “China Display Trend Report” pubblicato da UBI Research, BOE ha messo in funzione ben 26 linee di produzione dedicate agli iPhone, 11 delle quali già operative su larga scala. Il tempo medio di assemblaggio per ogni pannello è stato ridotto a 5,5 secondi. Con una produttività mensile potenziale di 8–9 milioni di unità. In teoria, ciò porterebbe la capacità annuale a 100 milioni di pannelli. Considerando un’efficienza produttiva del 90% e una resa dell’85%. Numeri importanti, anche se ancora inferiori agli standard di Samsung, attuale leader incontrastato nella fornitura di display per Apple.
Il passato recente di BOE con Apple è stato tutt’altro che semplice. Nel 2022, la modifica autonoma delle specifiche dei pannelli causò uno stop improvviso agli ordini. L’anno seguente, i test per gli OLED destinati agli iPad fallirono, lasciando campo libero alla concorrenza coreana. Ora, però, BOE tenta il tutto per tutto puntando sulla nuova generazione di iPhone 17. L’obiettivo è chiaro: dimostrare di poter rispettare i criteri qualitativi imposti da Cupertino e aumentare la quota di mercato.
Per ora, le stime parlano di 45 milioni di pannelli effettivamente consegnati nel 2025, con 24 milioni previsti solo nel secondo semestre. Se i test sui nuovi moduli dovessero andare a buon fine, Apple potrebbe decidere di aumentare gradualmente gli ordini. La posta in gioco è alta: la fornitura di display è uno degli elementi più strategici della filiera degli iPhone. BOE è pronta a sfidare il duopolio asiatico, ma dovrà convincere Apple con fatti concreti, non solo con la capacità produttiva.
