Il percorso creativo di Resident Evil Requiem ha preso una piega inaspettata. Quest’ultima si è concretizzata durante la sua fase di sviluppo. Koshi Nakanishi, il direttore del progetto, ha raccontato come l’idea iniziale fosse molto diversa. Rispetto a quella che i giocatori potranno sperimentare. Si era pensato a un gioco multiplayer in open world, una scelta che avrebbe segnato una svolta radicale per il franchise. Tale sperimentazione, però, non ha convinto a pieno il team di sviluppo.
Resident Evil Requiem: cambio di rotta per il progetto iniziale
Anche considerando i concept innovativi, Nakanishi ha ammesso che il risultato avrebbe potuto deludere le aspettative. In particolare, con riferimento a chi ha sempre amato il senso di tensione e di claustrofobia. Tratti tipici dell’universo di Resident Evil. Così, dopo aver valutato attentamente la direzione da prendere, gli sviluppatori sono tornati a concentrarsi su un gameplay più tradizionale. Processo che ha condotto alla creazione di Resident Evil Requiem come titolo single player.
Le voci su una possibile versione del gioco in multiplayer si erano diffuse grazie a Dusk Golem. Il noto insider particolarmente attento alla saga. Quest’ultimo aveva anche suggerito un possibile ritorno di Leon come protagonista. Eppure, in seguito alle valutazioni fatte, lo studio ha deciso di mettere da parte tale strada. Ciò per evitare un cambiamento troppo drastico del titolo. Una modifica più accentuava era stata ritenuta rischiosa. Oltre che poco coerente con l’identità storica della serie.
Presentato al Summer Game Fest, il gioco Resident Evil Requiem si propone quindi di far rivivere ai giocatori le sensazioni che hanno reso celebre la saga. Il tutto con un’atmosfera cupa, opprimente e ricca di suspense. Il gioco, atteso per il 27 febbraio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, vuole essere un ritorno alle radici. Con una narrazione intensa e un’esperienza di gioco che mette al centro l’isolamento e la paura tipici della narrazione originale del noto videogioco.
