Creare un nuovo elemento chimico non è esattamente come mescolare due ingredienti in cucina, ma l’idea di fondo non è poi così diversa. Si prendono due nuclei atomici, li si fa scontrare con precisione millimetrica a velocità altissime, si spera che si fondano e — con un po’ di fortuna e tanta fisica teorica — nasce qualcosa di completamente nuovo. Ed è proprio su questo “qualcosa di nuovo” che un gruppo di scienziati cinesi ha messo gli occhi, proponendo un metodo più semplice, più economico e forse persino più efficace per spingersi ancora oltre nella tavola periodica.
Un gas nobile per superare i limiti della tavola periodica
Fino a oggi, il materiale preferito per questi esperimenti ai limiti della materia è stato il calcio-48. Questo isotopo funziona bene perché è ricco di neutroni, una caratteristica essenziale per dare un po’ di stabilità ai nuclei superpesanti appena formati. Però ha un grande problema: è raro, costosissimo e decisamente poco sostenibile per esperimenti su larga scala. Ed è qui che entra in gioco la proposta del team guidato dal professor Hong-Fei Zhang: utilizzare l’argon-40, un gas nobile molto più abbondante e accessibile. A prima vista può sembrare un passo indietro, ma i modelli teorici raccontano una storia completamente diversa.
I calcoli indicano che l’argon-40, sparato contro un bersaglio di berkelio-249, potrebbe portare alla formazione del moscovio-286 — un isotopo chiave nella ricerca dell’elemento 119, ancora mai osservato. E non finisce qui: in certi scenari, la reazione guidata dall’argon sembrerebbe addirittura più probabile rispetto a quella tradizionale con il calcio. Un risultato sorprendente, che deriva dalla particolare asimmetria di massa, capace di rendere più dinamica la fusione.
Che cosa significa tutto questo? Forse siamo a un passo da un cambiamento importante nel modo in cui esploriamo l’“isola di stabilità”, quella zona ipotetica della tavola periodica dove gli elementi superpesanti potrebbero vivere abbastanza a lungo da poter essere studiati sul serio. Se il metodo di Zhang si dimostrerà valido anche in laboratorio, potremmo assistere a una piccola rivoluzione nella fisica nucleare, una vera democratizzazione di una ricerca che fino ad oggi era riservata a pochissimi.
