C’è un certo tipo di silenzio — quello teso, da pre-tempesta — che si percepisce quando una big tech orientale entra nel radar delle autorità europee. E Deepseek, in questo momento, ci sta dentro fino al collo. L’app cinese di intelligenza artificiale, diretta concorrente di ChatGPT, è finita nel mirino del garante privacy tedesco con un’accusa pesante: trasferire i dati degli utenti tedeschi in Cina, senza offrire alcuna garanzia reale su come verranno protetti.
Il silenzio di Deepseek e la reazione dei regolatori europei
In pratica, Deepseek non sarebbe riuscita a dimostrare che quei dati, una volta finiti nei server cinesi, possano godere dello stesso livello di tutela previsto dalla normativa europea. E da lì, la valanga: la Germania ha chiesto ad Apple e Google di rimuovere l’app dai rispettivi store, senza troppi giri di parole. Tecnicamente, l’app dovrebbe già essere sparita da App Store e Play Store in Germania, anche se il processo di rimozione potrebbe richiedere qualche giorno.
Il punto critico è chiaro: se un’app non è in grado di garantire che i tuoi dati non finiscano in un sistema dove lo Stato può teoricamente accedervi in qualsiasi momento, allora non può restare sul mercato. E la risposta (o meglio, il silenzio) di Deepseek all’avviso ricevuto a maggio ha solo peggiorato le cose. Nessun adeguamento, nessuna spiegazione. Solo una lunga attesa che ha portato, inevitabilmente, a questo giro di vite.
E non è solo la Germania a muoversi. L’Italia ha già fatto sparire Deepseek dagli store. I Paesi Bassi ne vietano l’uso sui dispositivi governativi. Belgio e Spagna stanno riflettendo su misure simili. Anche oltre Atlantico si inizia a guardare con attenzione al caso. Insomma, non si tratta più di un episodio isolato, ma dell’ennesimo tassello di una questione molto più ampia: chi controlla davvero i dati che cediamo alle AI?
La storia di Deepseek rischia di diventare un precedente importante — non solo per come vengono gestite le app straniere in Europa, ma per come tutto il mondo si prepara a normare l’era delle intelligenze artificiali.
