La città di Digoin, con poco più di 8.000 abitanti e situata nel cuore della Borgogna in Francia, ha deciso di interrompere l’uso di Microsoft Office negli ufficiali comunali per passare a software open source. Non succede così spesso che il pacchetto Office venga abbandonato da enti pubblici.
Dopo una transizione durata alcuni mesi, oggi l’intero sistema amministrativo di Digoin si avvale di Linux e LibreOffice. Non è solo una questione di costi che sicuramente fanno la loro parte, pur essendo una motivazione con un certo peso. Ridurre le spese necessarie per mantenere le licenze software comporta liberare le risorse per altri servizi pubblici che potrebbero averne bisogno. Ma il punto centrale è l’autonomia che Digoin ottiene con questa decisione. La cittadina francese non vuole più dipendere da aziende esterne per ricevere gli aggiornamenti e il supporto necessario né avere problemi di compatibilità.
Il comune francese di Digoin ha completato la migrazione da Windows e Microsoft Office a soluzioni open source
Siamo immersi nel digitale in tutte le sue sfaccettature, in un contesto come questo questa scelta assume anche un’impronta quasi politica. Porta ad un controllo più completo dei propri dati, evita il lock-in tecnologico, e lancia un messaggio culturale sulla tecnologia che può essere pubblica, trasparente e soprattutto condivisa.
Il passaggio da Microsoft Office a software liberi, va detto, non è mai indolore. Serve formazione, adattamento, pazienza. Un intero sistema che deve ricalibrarsi. Anche se, il comune di Digoin ha retto il colpo e ora lavora con software open source mantenendo piena operatività. E la cittadina, informata della novità durante alcuni incontri aperti al pubblico, ha accolto positivamente la notizia. Digoin non è la prima città a farlo, precisiamo. Tuttavia, è una delle poche che ha portato a termine questa transizione in modo proficuo. E mentre il dibattito sulla dipendenza da Big Tech continua ad accendersi, il suo esempio risuona come un invito forse, davvero, ad un altro modo di vivere nell’era digitale.
