Certe storie sembrano uscite da un romanzo di fantascienza, e invece sono vere. Prendi ad esempio queste microscopiche perle di vetro lunare: piccole, luminose, antiche di miliardi di anni. Sembrano gioielli dimenticati, ma in realtà sono frammenti di un passato esplosivo, letteralmente. Raccolte nel 1972 durante l’ultima missione Apollo, sono rimaste silenziose per decenni, custodite con cura nei laboratori terrestri, come se stessero aspettando che la scienza fosse pronta per comprenderle davvero.
Microscopiche eruzioni lunari nelle antiche perle di vetro
Ed eccoci qui, oltre cinquant’anni dopo. Le nuove tecnologie – tra cui strumenti con nomi quasi fantascientifici come la microsonda NanoSIMS 50 – permettono di guardare dentro queste sferette come mai prima. Dentro ogni perla, un intero racconto: pressione, temperatura, composizione dei gas… come un vecchio film in pellicola, da rimettere insieme fotogramma per fotogramma. Solo che stavolta il regista è la Luna.
I ricercatori delle università di Brown e di Washington a St. Louis hanno trattato questi campioni come veri e propri reperti archeologici del sistema solare. Li hanno estratti con estrema delicatezza, evitando ogni possibile contaminazione terrestre. E il risultato è stato sorprendente: quelle che all’occhio umano sembrano solo minuscole sfere, sono in realtà frammenti congelati di antichi spettacoli vulcanici. Eruzioni esplosive, “fontane di fuoco” lunari che lanciavano lava incandescente nel vuoto, dove si raffreddava all’istante, trasformandosi in vetro.
Alcune di queste perle sono arancioni, altre nere. Non è solo una questione estetica: il colore racconta chimica, racconta storie diverse. Le nere, ad esempio, contengono minuscoli cristalli di solfuro di zinco, e questo significa che gas come zolfo e idrogeno dominavano quelle antiche eruzioni. Le arancioni no, erano figlie di un’atmosfera diversa. Ogni variazione è come una pagina diversa di un diario geologico scritto con il fuoco.
E poi c’è quell’idea romantica, quasi commovente, che in un granello così piccolo possa esserci custodita l’eco di un tempo in cui la Luna non era solo una lanterna silenziosa nel cielo, ma un mondo vivo, agitato, che sputava fuoco e gas e creava con ogni esplosione i lineamenti di quello che oggi chiamiamo, con un po’ di poesia, “l’Uomo sulla Luna”.
