La tecnologia avanzata delle interfacce cervello-computer (BCI) fa un salto rivoluzionario con un nuovo sistema che permette non più solo la digitazione silenziosa, ma un vero e proprio dialogo vocale in tempo reale, sintetizzando persino timbro e intonazione.
Fino a poco tempo fa, le BCI si limitavano a trasformare i pensieri in testo, un progresso enorme ma ancora simile a uno scambio via SMS. Oggi, il nuovo sistema sperimentato al BrainGate2 presso UC Davis Health trasforma i segnali neurali in voce sintetica, producendo parole, frasi e variazioni melodiche tipiche delle conversazioni umane. Il tutto istantaneamente.
BCI come mai prima d’ora, adesso sono in grado di creare vere e proprie conversazioni in tempo reale
Per renderlo possibile, sono stati adottati quattro array di microelettrodi impiantati nelle aree motorie del linguaggio, algoritmi AI avanzati e un sistema addestrato sui timbri vocali. Questa tecnologia può essere particolarmente utile in ambito medico. Il partecipante dello studio pilota, affetto da SLA, è riuscito a parlare, porre domande, controllare il flusso comunicativo e persino cantare alcune melodie. La differenza rispetto alla generazione precedente è evidente, è possibile interrompere, enfatizzare e interagire realmente, non semplicemente formare parole.
Questo metodo basato sulle nuove BCI ha già mostrato livelli di accuratezza che raggiunge picchi del 97%. Inoltre, è perfettamente in grado di ampliare il proprio vocabolario aggiungendo termini fino ad un totale di 125.000 parole. Le nuove BCI sono sottoposte a sessioni di addestramento prolungate, con risultati di gran lunga superiori a quelli ottenuti dalle interfaccia cervello-computer precedenti. La sfida ora riguarda alcuni aspetti chiave: le dimensioni, la compatibilità wireless e la riduzione dell’invasività. Parallelamente al progetto e i test di BrainGate2, altri laboratori a Seoul, Boston, Zurigo e Bengaluru stanno sperimentando BCI “bi-direzionali” e non invasive, con le potenzialità adatte a portare tali interfacce anche fuori dagli ospedali. Di questo passo, un giorno, potrebbe diventare possibile dare una voce a chi non ce l’ha.
