Apple si trova ora al centro di un nuovo contenzioso giudiziario. Quest’ultimo potrebbe avere importanti conseguenze sul suo modello di business legato ai servizi digitali. Un giudice federale della California, Eumi Lee, ha stabilito che l’azienda dovrà affrontare una class action promossa da consumatori statunitensi, i quali ritengono che Apple abbia esercitato un controllo illecito sul mercato dello storage digitale per i dispositivi mobili. Ciò limitando la concorrenza attraverso l’obbligo di utilizzare iCloud per determinate funzioni chiave.
Apple: nuove accuse di concorrenza sleale
Secondo l’impianto accusatorio, Cupertino avrebbe impedito alle piattaforme di terze parti di accedere a file fondamentali. Riservando tali possibilità solo al proprio servizio iCloud. Una pratica che, pur giustificata da Apple con esigenze di sicurezza e integrazione, è stata giudicata potenzialmente anticoncorrenziale. I querelanti sostengono che tale scelta sia parte di una strategia consapevole volta a consolidare la posizione dominante dell’azienda, a scapito della libertà di scelta dei consumatori.
In tale scenario, la quota di mercato detenuta da iCloud, pari al 96,1% in termini di ricavi, assume un significato cruciale. Secondo la denuncia, suddetto dato dimostrerebbe non solo l’efficacia delle restrizioni imposte da Apple, ma anche l’esistenza di barriere che avrebbero impedito ai concorrenti di crescere nel tempo. La giudice Lee ha trovato sufficienti elementi per ritenere che tali dinamiche possano configurare una violazione delle leggi antitrust federali. In particolare del cosiddetto Sherman Act. Ha, inoltre, riconosciuto la possibilità di estendere l’accusa anche a una violazione delle leggi della California contro la concorrenza sleale, aprendo così la strada a un giudizio più ampio sul comportamento commerciale dell’azienda.
Apple ha cercato di far cadere la causa, sostenendo che le contestazioni riguardano decisioni progettuali prese anni fa e quindi ormai coperte dalla prescrizione. Ma il tribunale ha ritenuto necessario verificare se le pratiche in questione siano ancora in atto e continuino a produrre effetti restrittivi sul mercato. La decisione della giudice segna un passo importante nella vicenda, consentendo alla causa di proseguire verso le fasi successive del processo. Non resta che attendere e scoprire quale sarà la sentenza definitiva.
