Dopo anni di tentennamenti, osservazioni silenziose e due no piuttosto sonori arrivati dalle urne (1987 e 2011), qualcosa è cambiato. L’Italia ha deciso di uscire dal suo limbo energetico e prendere posizione. E lo ha fatto senza mezze misure, scegliendo di entrare ufficialmente nell’Alleanza nucleare dell’Unione Europea. Non più spettatrice, ma parte attiva di un gruppo che ad oggi conta 13 Paesi membri, alcuni storicamente più disinvolti nel maneggiare il tema dell’energia atomica.
Dopo decenni, l’Italia si schiera sul nucleare europeo
L’annuncio è arrivato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin durante la riunione dell’Alleanza tenutasi a margine del Consiglio Energia in Lussemburgo. Non una conferenza qualunque, ma proprio lì dove – con una certa ironia geografico-politica – anche Lussemburgo e Germania mantengono il loro fermo “no, grazie”. Mentre Estonia osserva ancora da bordo campo, l’Italia ha deciso di scendere in gioco.
Dietro a questa scelta, dice il Ministro, ci sarebbe una linea coerente con la politica energetica del governo. Neutralità tecnologica, transizione sostenibile, sicurezza e resilienza: parole che suonano bene, dette così. Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali, il vero cuore della questione sembra un altro: è arrivato il momento di parlare di nucleare senza fantasmi e senza slogan? Di affrontarlo per quello che può essere, nel bene e nel male, e soprattutto di capire se davvero c’è spazio per una “rivalutazione pragmatica” – parole sue – anche tra i cittadini?
Il tono, più che trionfalistico, appare quasi cauto. Si parla di gradualità, di trasparenza, di una riapertura del discorso pubblico che sembra voler mettere le mani avanti per evitare l’ennesimo stop. Perché sì, l’adesione all’Alleanza è un segnale forte, ma il consenso – quello reale – non si firma con una stretta di mano tra ministri. Si costruisce nel tempo, con dati, confronto e un po’ di onestà intellettuale.
L’Italia, dunque, entra ufficialmente in squadra. E da oggi, almeno sulla carta, parteciperà allo sviluppo dell’intera filiera nucleare europea. Un passo in avanti o un azzardo? Lo dirà il tempo. Ma almeno, finalmente, si è usciti dall’angolo.
