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Antartide: ecco come si cerca di scovare le “particelle fantasma”

In Antartide è stato avviato un nuovo esperimento per riuscire ad individuare le cosiddette "particelle fantasma". Ecco i dettagli.

scritto da Margareth Galletta 22/06/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Antartide
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Un pallone sonda ha raccolto segnali che potrebbero mettere in discussione ciò che si sa sulla fisica delle particelle. Quest’ultimo è sospeso a circa 40 chilometri d’altezza sopra il paesaggio in Antartide. L’esperimento protagonista di tale scoperta è ANITA (Antarctic Impulsive Transient Antenna). Un progetto ideato per individuare i rarissimi neutrini ad altissima energia, soprannominati anche “particelle fantasma“. Tali neutrini, provenienti dagli angoli remoti dell’universo, trasportano informazioni utili. Riguardo fenomeni cosmici estremi. Come le supernove esplose. Per individuare tali sfuggenti messaggeri cosmici, ANITA utilizza una rete di antenne orientate verso il basso. Le quali sono pronte a captare i deboli impulsi radio generati dall’interazione dei neutrini con il ghiaccio antartico. Quest’ultimo, infatti, funge da enorme rivelatore naturale, trasformando gli impatti invisibili in segnali elettromagnetici rilevabili.

I dettagli del nuovo esperimento condotto in Antartide

Durante le sue missioni, ANITA ha intercettato qualcosa di inaspettato. Il sistema ha rilevato impulsi radio che non seguono il comportamento previsto. I segnali sono apparsi da sotto la superficie terrestre, con un’inclinazione molto marcata (circa 30 gradi). Dettaglio che suggerisce un’origine interna al pianeta. Per essere rilevati da ANITA, avrebbero dovuto attraversare strati profondi di roccia e ghiaccio, un percorso che, secondo le attuali conoscenze, assorbirebbe completamente qualsiasi segnale radio. Eppure, tali segnali sono stati osservati chiaramente.

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Tale paradosso ha lasciato perplessi gli scienziati. Stephanie Wissel, ricercatrice della Penn State University coinvolta nel progetto, ha ammesso che l’origine di suddetti impulsi resta inspiegata. Inoltre, ha aggiunto che è improbabile siano stati generati da neutrini. A complicare ulteriormente il quadro c’è il silenzio degli altri grandi osservatori antartici, come IceCube e il Pierre Auger Observatory. Quest’ultimi non hanno segnalato eventi simili che possano giustificare i rilevamenti di ANITA.

L’anomalia ha aperto un ventaglio di ipotesi suggestive. Tra le possibilità, gli scienziati considerano l’esistenza di una nuova particella, non ancora contemplata dal Modello Standard. O anche meccanismi fisici finora sconosciuti. Si tratta di uno di quei momenti rari in cui un’anomalia osservativa potrebbe aprire la strada a una rivoluzione nella fisica.

antartideesperimentoparticelle
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Margareth Galletta
Margareth Galletta

Ciao sono Margareth, per gli amici Maggie, la vostra amichevole web writer di quartiere. Questa piccola citazione dice già tanto di me: amo il cinema, le serie tv, leggere e cantare a squarciagola i musical a teatro. Se a questo aggiungiamo la passione per la fotografia e la tecnologia direi che è facile intuire perché ho deciso di studiare e poi lavorare con la comunicazione.

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