Nel settore della transizione energetica globale, l’Europa muove un passo decisivo. Ciò grazie all’avvio della seconda fase del programma tecnologico di Gauss Fusion. Un’azienda green tech fondata nel 2022 grazie all’alleanza di imprese provenienti da Italia, Germania. Francia e Spagna. La nuova fase del progetto si concentra sullo sviluppo e sulla validazione ingegneristica di magneti superconduttori. I quali sono destinati ai futuri reattori a fusione nucleare. L’iniziativa si colloca all’interno di un più ampio programma. Quest’ultimo ha l’obiettivo di dimostrare, entro vent’anni, che la fusione nucleare può rappresentare una fonte di energia sostenibile e praticabile. Tale progetto si fonda sulla collaborazione strategica con l’ENEA e lo spin-off ICAS.
Gauss Fusion: avviata la seconda fase
Gauss Fusion ha ricevuto nel 2024 un importante sostegno finanziario dal governo tedesco, pari a 10 milioni di euro. Tali fondi, erogati nell’ambito di un partenariato pubblico-privato europeo, hanno lo scopo di rafforzare la tecnologia magnetica. Elemento chiave per il confinamento del plasma nei reattori a fusione.
Milena Roveda, CEO di Gauss Fusion, sottolinea l’urgenza di agire affinchè l’Europa valorizzi le proprie competenze scientifiche e industriali. La fusione nucleare, afferma, rappresenta una sfida tecnologica di portata storica e l’Europa non può permettersi di rimanere indietro.
La prima fase, dal 2023 al 2025, ha portato alla definizione concettuale degli impianti. Ora il lavoro entra nel vivo con l’elaborazione tecnica e la verifica ingegneristica delle componenti chiave. Il centro della ricerca è rappresentato dallo sviluppo di cavi superconduttori. Ovvero quelli HTS, ad alta temperatura, che promettono una maggiore efficienza e compattezza. E quelli LTS, a bassa temperatura, già rodati in numerosi progetti e scelti per la loro affidabilità. Le due tecnologie sono concepite per integrarsi a vicenda, offrendo un equilibrio tra innovazione e solidità. Le attività di ricerca e sviluppo proseguono in stretta sinergia tra i Paesi fondatori, con l’intento di espandere ulteriormente il network industriale e territoriale nei prossimi anni.
