L’esercito statunitense ha iniziato a equipaggiare i propri soldati con SMASH 2000L, dispositivi intelligenti in grado di identificare e abbattere i droni grazie all’intelligenza artificiale. Il progetto appartiene a Smart Shooter Ltd. Questo nuovo mirino è stato testato in Germania il 6 giugno durante l’esercitazione “Project Flytrap”, dimostrando la sua efficacia su fucili M4A1 standard.
Il sistema integra sensori elettro-ottici, algoritmi di visione artificiale e controllo del grilletto. Una volta identificato il drone, il sistema calcola la traiettoria ideale e attiva lo sparo solo quando l’impatto è certo, eliminando errori umani dovuti a movimento, rinculo o stress. L’SMASH 2000L pesa circa 1,1 kg ed è montabile su armi già in dotazione, rendendolo una soluzione leggera per la difesa individuale contro minacce aeree di bassa quota.
Il programma rientra nell’iniziativa TIC 2.0 (Transformation In Contact), con un contratto da 13 milioni di dollari stipulato a maggio 2025. L’obiettivo è portare tecnologie innovative immediatamente sul campo, accelerando la dotazione alle truppe evitando i lunghi procedimenti militari. Questa tecnologia è già usata dalla NATO e fa parte di una risposta più ampia all’impiego diffuso di droni da ricognizione e da attacco leggero. In Ucraina e Israele, piccoli UAV sono stati impiegati per trasportare esplosivi o condurre missioni di sorveglianza.
Esercito statunitense collauda nuovi fucili con Intelligenza Artificiale per abbattere i droni
Parallelamente, alcune imprese statunitensi stanno sviluppando soluzioni analoghe per la difesa, tra cui fucili cinetici modulati e sistemi semi-autonomi. AimLock, ad esempio, ha presentato moduli con puntamento computerizzato e capacità autonome per bersagli aerei. A livello strategico, il dispiegamento dell’SMASH 2000L segna un cambiamento: ogni soldato diventa un nodo, riducendo la dipendenza da sistemi complessi come cannoni laser (THOR, Leonidas) o jammers RF, spesso ingombranti e costosi.
L’esercito USA sta, per quanto controverso, ridefinendo la difesa personale con ottiche IA integrate, offrendo rapidità e precisione contro i droni. Una transizione verso una guerra tecnologica e decentralizzata, con impatti significativi su tattiche e operatività in prima linea.
