Sembrava tutto pronto per la partenza della missione Ax-4, e invece… niente da fare. A meno di 24 ore dal decollo, SpaceX ha dovuto tirare il freno. Motivo? Una perdita di ossigeno liquido (LOx), uno dei propellenti fondamentali per far volare il razzo Falcon 9. Una di quelle situazioni che non si possono ignorare, soprattutto quando si parla di spazio e sicurezza.
Scoperta una perdita nel razzo, Ax-4 rinviata a data da destinarsi
La missione, organizzata da Axiom Space in collaborazione con l’azienda di Elon Musk, doveva decollare l’11 giugno dal Kennedy Space Center in Florida. Un test statico – cioè quella prova dove si accendono per qualche secondo i motori del razzo mentre è ancora ancorato alla piattaforma – ha però fatto emergere un problema: il LOx fuoriusciva da un punto già sospetto in passato. Già nel volo precedente, quel primo stadio del razzo aveva avuto una perdita simile durante il rientro in atmosfera. A quanto pare, durante la revisione post-volo qualcosa è sfuggito.
Bill Gerstenmaier, vicepresidente SpaceX per la sicurezza dei voli, è stato piuttosto diretto in conferenza stampa: o la perdita non era stata trovata, o non era stata sistemata bene. In ogni caso, la decisione finale è arrivata: niente lancio, per ora. Non c’è ancora una nuova data, ma la priorità resta garantire un decollo sicuro.
Intanto, i quattro astronauti dell’equipaggio dovranno aspettare. Al comando c’è Peggy Whitson, una vera leggenda della NASA: detiene il record di giorni trascorsi nello spazio per un’astronauta statunitense. Con lei ci sono Shubhanshu Shukla (India), Sławosz Uznański-Wiśniewski (Polonia) e Tibor Kapu (Ungheria). Se tutto andrà come previsto, sarà la prima volta per questi tre Paesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Una volta in orbita, il team porterà avanti una sessantina di esperimenti legati a biotecnologie, materiali avanzati e microgravità. Insomma, non si tratta solo di un “giretto nello spazio”: è una missione importante che conferma quanto anche il settore privato stia diventando protagonista della ricerca scientifica in orbita. Per ora però, si resta con i piedi per terra. In attesa di un razzo perfettamente sigillato.
