Il mercato europeo degli smartphone ha chiuso il primo trimestre del 2025 con un piccolo calo. Le spedizioni totali, secondo i dati di Canalys, si sono attestate a 32,4 milioni di unità. Ovvero il 2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Ma se l’intero settore rallenta, la fascia premium racconta una storia diversa. I telefoni con prezzo superiore a 800€, stranamente, non solo resistono, ma crescono persino. Non a caso oggi rappresentano circa il 32% del mercato complessivo.
Fascia economica in crisi, Google in crescita, ma Apple resta al centro
A dominare la situazione è Apple. L’azienda infatti è riuscita a conquistare il 60% del settore premium, dimostrando ancora una volta di più la forza del suo ecosistema. In particolare, il successo dell’iPhone 16 Pro ha contribuito a consolidare il ruolo del marchio come il preferito tra i consumatori più esigenti, quelli che preferiscono investire su qualità, longevità e aggiornamenti garantiti. Accanto a lei, Samsung mantiene il 32% della stessa fascia di mercato, ma senza registrare la stessa crescita. Le scelte di design, l’ottimizzazione software e la percezione del marchio premiano Apple, che cresce anche nella sua quota complessiva, dal 22% del 2024 al 25% del primo trimestre 2025.
All’opposto, le fasce medio-basse faticano a mantenere volumi stabili. Xiaomi e Motorola, ad esempio, un tempo solide certezze nel mercato ora perdono terreno. Xiaomi cala del 2%, mentre Motorola sprofonda con un -19%, toccando appena 1,7 milioni di dispositivi spediti. Anche nella fascia sotto i 400€, la concorrenza asiatica fatica. I consumatori sembrano meno interessati ai modelli low-cost e più attratti da device longevi e supportati.
Al contrario Google sorprende. La serie Pixel riesce infatti a guadagnare terreno. Si parla del 43% in più delle spedizioni e una quota che passa dal 2 al 3%. È una crescita contenuta, ma comunque importante in un mercato saturo e guidato da due grandi attori. Le previsioni per l’intero 2025 restano prudenti, Canalys stima una contrazione del 3%, seguita da un lieve recupero nel 2026.
