Telegram ha scosso il mondo tech con un annuncio inatteso: un’intesa da 300 milioni di dollari con xAI per portare Grok dentro l’app. Lo ha detto Pavel Durov, fondatore della piattaforma, in un post trionfante su X. Secondo le sue parole, tutto sarebbe pronto per integrare l’intelligenza artificiale creata da Elon Musk nelle funzionalità quotidiane dell’app. Un’entrata trionfale, con la promessa di incassi divisi a metà sugli abbonamenti venduti direttamente su Telegram. Sarebbe un colpo da maestro, considerando l’attuale crescita dell’app, che ha superato 1 miliardo di utenti attivi al mese. L’entusiasmo è durato però poco. È stato lo stesso Musk a raffreddare gli animi, chiarendo che l’accordo non è ancora stato firmato. Durov ha poi ammesso che si tratta solo di un’intesa di massima e che restano da definire dettagli importanti. Perché allora annunciarlo così presto? È una domanda che ha lasciato molti perplessi. Soprattutto dopo la risposta pubblica di Musk, che ha gelato l’entusiasmo con poche parole.
Il futuro di Grok passa da Telegram?
Anche senza firma, il potenziale è enorme. Grok, l’AI nata come risposta a ChatGPT, potrebbe trovare su Telegram il trampolino di lancio che finora è mancato. Sulla piattaforma X.com, l’assistente non ha brillato fuori da mercati come USA e Giappone. L’arrivo su Telegram potrebbe cambiare tutto. Gli utenti potrebbero accedere a Grok direttamente dalla barra di ricerca, ottenendo modifiche intelligenti ai testi, anteprime migliorate, agenti automatici nella posta e sticker generati dall’AI. Sarebbe un modo per portare l’intelligenza artificiale dove gli utenti trascorrono davvero il tempo. Grok però deve ancora scrollarsi di dosso l’immagine di “AI personale di Musk” e Telegram, per quanto in espansione, è terreno neutro solo in apparenza. Se l’accordo andrà in porto, sarà anche un test di popolarità per Musk in contesti meno controllati.
C’è intanto chi guarda con favore all’arrivo di nuove funzioni smart. Altri ricordano come WhatsApp, che ha già integrato una funzionalità AI fissa, abbia subito critiche durissime. Non si può disattivare, e questo ha fatto infuriare utenti e associazioni. Telegram seguirà la stessa strada o offrirà più libertà agli utenti? Il rischio di un’invasione percepita dell’AI è reale. Davvero è quello che vogliono gli utenti?
