Google non ha fatto annunci ufficiali, eppure qualcosa di nuovo si sta muovendo dietro le quinte della sua app. All’interno della versione 16.20.48.sa.arm64 è stata infatti scoperta una funzione inedita. Ovvero una scheda “Immagini” completamente rivisitata. Il suo obiettivo? Trasformare la classica esperienza di ricerca visiva in qualcosa di più immersivo, dinamico e su misura per ogni persona.
Una funzione promettente ma ancora acerba: Google punta sulla personalizzazione e i contenuti visivi
Il primo a individuare questa novità è stato il noto leaker assembledebug, il quale ha rivelato come l’interfaccia sia ispirata a Pinterest. Le immagini vengono proposte in un layout a griglia verticale, accessibile direttamente dall’app Google. Ma non si tratta solo di un cambiamento estetico, poiché sarà possibile interagire con le immagini in vari modi. L’utente potrà, ad esempio, salvarle in raccolte personali, condividerle con un tocco prolungato o usarle per una ricerca inversa tramite Google Lens.
La nuova funzione è pensata per adattarsi agli interessi individuali. Al primo utilizzo, all’utente viene richiesto di indicare almeno tre ambiti di interesse. Si possono scegliere settori come moda, cucina, arredamento o altro ancora. A quel punto, il sistema dovrebbe proporre immagini pertinenti, aggiornate ogni giorno. Al momento però i test mostrano che il meccanismo non è ancora completamente “rodato”. Le immagini appaiono casuali, i contenuti spesso poco coerenti con le preferenze espresse. Si tratta però di un’anomalia temporanea. Il suo sviluppo è ancora in fase embrionale e Google dovrebbe apportare alcune correzioni nelle prossime versioni.
Questo nuovo strumento sembra inserirsi in una strategia più ampia. Il colosso di Mountain View punta chiaramente a rendere la sua app un punto di riferimento non solo per la ricerca testuale, ma anche per l’ispirazione visiva. Con una scheda immagini ben realizzata, si potrebbe aumentare il tempo medio trascorso nell’app, offrendo contenuti stimolanti e personalizzati. Non è ancora noto quando questa funzione sarà disponibile per tutti, ma i primi segnali già fanno pensare a un’evoluzione importante nell’esperienza d’uso dell’utente Android.
