Duolingo ha deciso per un cambio di rotta per la sua strategia riguardo l’intelligenza artificiale. Tale decisione è arrivata dopo una serie di critiche riguardo l’uso massiccio dell’AI sulla piattaforma. A tal proposito, il CEO Luis von Ahn aveva annunciato con decisione l’intento di trasformare l’azienda in un’organizzazione “AI-first”. Ora, dopo le polemiche sollevate dagli utenti e dalla stampa, il manager ha corretto il tiro. Nello specifico, ha chiarito che l’AI non mira a sostituire le persone, ma a potenziarne le competenze. Cosa è accaduto nel dettaglio?
Duolingo: nuove critiche riguardo l’uso dell’AI sulla piattaforma
Nel corso di un intervento sul popolare podcast No Priors, il CEO aveva descritto una visione futuristica della scuola. Aveva immaginato insegnanti relegati a semplici supervisori mentre l’AI avrebbe tenuto gran parte delle lezioni. Non stupisce, quindi, che tale scenario abbia scatenato un’ondata di scetticismo. Anche le parole sulla possibilità di eliminare gradualmente i contratti con i lavoratori esterni hanno alimentato sentimenti di sfiducia. Von Ahn era arrivato a sostenere che, in futuro, la capacità di collaborare con sistemi basati su intelligenza artificiale sarebbe diventata un criterio valutativo fisso per il personale interno. Oltre che un requisito imprescindibile per ogni nuova assunzione. Tali affermazioni hanno alimentato il timore di un ridimensionamento della componente umana all’interno del processo di insegnamento.
Nelle ultime settimane, però, Duolingo ha virato verso una posizione più bilanciata. In un post su LinkedIn, il fondatore ha precisato che l’obiettivo resta quello di utilizzare l’AI per snellire i workflow, accelerare la produzione di contenuti e innalzare la qualità dei corsi. Allo stesso tempo, ha ribadito con fermezza che non sono previste riduzioni di personale. Sottolineando la volontà di affiancare la tecnologia alle intuizioni e alle esperienze del team umano. L’esperienza di Duolingo dimostra l’importanza ancora riposta nel fattore umano anche considerando l’enorme potenzialità dell’intelligenza artificiale.
