In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Amazon: i dazi non hanno portato a grandi effetti collaterali?
Un rapporto pubblicato ad aprile evidenziava come diversi merchant cinesi avessero adottato rincari fino al 30% sui prodotti destinati al mercato statunitense. Ciò in risposta diretta agli oneri doganali aggiuntivi. Amazon, peraltro, aveva già inserito i dazi tra i possibili fattori di revisione delle proprie stime trimestrali, rimarcando l’incertezza sui costi di importazione.
Sul fronte politico, Amazon è stata al centro di un breve contenzioso con la Casa Bianca dopo la notizia, poi rientrata, di un progetto interno per evidenziare le spese di importazione su Haul. Si tratta della piattaforma satellite pensata come risposta a Shein e Temu. A tal proposito, Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha bollato l’iniziativa come un’azione “ostile e politica”. Chiedendo poi, retoricamente, perché Amazon non avesse adottato la stessa trasparenza quando l’amministrazione Biden ha contribuito a spingere l’inflazione ai massimi da quarant’anni.
A sorprendere molti è stata la telefonata intercorsa tra Trump e Jeff Bezos. Il Presidente ha elogiato il fondatore di Amazon per aver risolto la questione con prontezza. Non è del resto la prima volta che Trump contatta in prima persona i big della tecnologia. Quanto accaduto evidenzia uno scenario commerciale incerto che si muove intorno ai nuovi dazi introdotti dell’amministrazione statunitense.










