Nel corso dell’assemblea annuale con gli azionisti, Andy Jassy, CEO di Amazon, ha risposto alle domande sul possibile impatto dei nuovi dazi statunitensi sugli acquisti online. Secondo il manager, finora non si registra alcun calo significativo negli ordini complessivi, né una variazione rilevante dei prezzi medi di vendita. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che taluni venditori, in particolare quelli con sede in Cina, hanno deciso di ritoccare al rialzo i listini. Mentre altri hanno preferito mantenere inalterati i costi per i propri clienti. Jassy ha voluto sottolineare che la spesa degli utenti appare al momento in linea con i livelli precedenti all’introduzione dei dazi.
Amazon: i dazi non hanno portato a grandi effetti collaterali?
Un rapporto pubblicato ad aprile evidenziava come diversi merchant cinesi avessero adottato rincari fino al 30% sui prodotti destinati al mercato statunitense. Ciò in risposta diretta agli oneri doganali aggiuntivi. Amazon, peraltro, aveva già inserito i dazi tra i possibili fattori di revisione delle proprie stime trimestrali, rimarcando l’incertezza sui costi di importazione.
Sul fronte politico, Amazon è stata al centro di un breve contenzioso con la Casa Bianca dopo la notizia, poi rientrata, di un progetto interno per evidenziare le spese di importazione su Haul. Si tratta della piattaforma satellite pensata come risposta a Shein e Temu. A tal proposito, Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha bollato l’iniziativa come un’azione “ostile e politica”. Chiedendo poi, retoricamente, perché Amazon non avesse adottato la stessa trasparenza quando l’amministrazione Biden ha contribuito a spingere l’inflazione ai massimi da quarant’anni.
A sorprendere molti è stata la telefonata intercorsa tra Trump e Jeff Bezos. Il Presidente ha elogiato il fondatore di Amazon per aver risolto la questione con prontezza. Non è del resto la prima volta che Trump contatta in prima persona i big della tecnologia. Quanto accaduto evidenzia uno scenario commerciale incerto che si muove intorno ai nuovi dazi introdotti dell’amministrazione statunitense.
