Ad oggi, i minerali critici stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. Quest’ultimi stanno diventando elementi chiave per lo sviluppo delle tecnologie energetiche. Il Global Critical Minerals Outlook 2025 si inserisce in tale contesto. Ciò fornendo un’analisi dettagliata sulle dinamiche di mercato e sugli investimenti. Con particolare attenzione alla sicurezza dell’approvvigionamento. Il rapporto esamina le principali evoluzioni registrate durante il 2024. Compresi i primi mesi del 2025. Offrendo anche proiezioni che guardano al medio e lungo termine.
Nuova analisi sui minerali critici
Uno degli aspetti più evidenziati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia riguarda la forte concentrazione della produzione di materiali fondamentali. Come, ad esempio, litio, nichel, cobalto e grafite in un solo Paese, ovvero la Cina. Tale dato solleva preoccupazioni sulla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali. In un sistema così centralizzato, anche una singola interruzione commerciale o tecnica può generare effetti a catena. Coinvolgendo l’intero mercato internazionale.
Il rame, altro minerale strategico, gioca un ruolo imprescindibile nelle reti elettriche. E non solo. Anche nelle energie rinnovabili e nei veicoli elettrici. Eppure, i progetti minerari attualmente pianificati non sono sufficienti a soddisfare la domanda prevista entro il 2035. Le difficoltà si concentrano soprattutto nei tempi lunghi necessari per ottenere le autorizzazioni. Ed anche nella qualità sempre più bassa dei nuovi giacimenti. A cui si unisce la scarsa attrattività degli investimenti nel settore. Secondo lo scenario delineato dall’IEA basato sulle politiche attuali, la domanda di rame potrebbe superare i 36 milioni di tonnellate. Ciò entro il 2035. Mentre l’offerta si fermerebbe a circa 30 milioni.
Al momento, la ricerca sta portando avanti soluzioni alternative, come le batterie al litio-ferro-fosfato. Eppure, la dipendenza dalla Cina per le materie prime strategiche rimane importante. Per far fronte a tali scenari, l’Agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea l’importanza di adottare politiche pubbliche attive e coordinate. Ciò al fine di incentivare nuovi progetti estrattivi in aree geografiche diverse. Rafforzando così anche la cooperazione tra i Paesi produttori e quelli raffinatori.
