Non si tratta solo di filtri, né di semplici effetti. Remix, la nuova funzione in sviluppo su Google Foto, si prepara a rivoluzionare l’ utilizzo dell’ editing fotografico attraverso l’intelligenza artificiale generativa. Non è ancora disponibile ufficialmente, ma alcune sue tracce sono già visibili nella versione 7.29 dell’app per Android. Ciò significa che il rilascio potrebbe essere imminente, magari in occasione dell’evento Google I/O in programma per il 20 maggio.
Dall’onda social all’app: Remix nasce da una tendenza virale e ora arriva su Google Foto
Il funzionamento di Remix sembra essere molto intuitivo. L’utente carica le proprie immagini sul cloud di Google Foto, tocca il tasto “+” e seleziona l’opzione Remix. Da lì, può scegliere uno stile artistico per trasformarle. Alcuni degli stili includono il claymation e il classico anime, due opzioni visivamente riconoscibili e molto amate online. L’esperienza è arricchita da un’etichetta che avvisa l’utente, si tratta di una tecnologia GenAI ancora sperimentale. Un’ulteriore novità è garantita dalla possibilità di rigenerare più volte l’immagine fino a ottenere un risultato soddisfacente.
Tale progetto non arriva dal nulla. A marzo, le immagini trasformate da ChatGPT in stile Studio Ghibli hanno invaso le piattaforme social, attirando milioni di interazioni. Google, attenta a queste dinamiche, sembra aver colto quindi l’occasione per integrare nella sua app fotografica una funzione capace di replicare, e persino superare, quella viralità. Remix infatti non è pensato solo per utenti esperti o creativi digitali, la sua forza è nell’accessibilità. Basta un tocco, nessuna competenza tecnica richiesta.
Con Remix, l’intelligenza artificiale si trasforma in strumento creativo alla portata di tutti. Più che una novità tecnica, rappresenta una risposta diretta al desiderio crescente di personalizzazione creativa e di condivisione artistica. Google quindi sembra pronta a sfruttare questa esigenza, mettendo a disposizione uno strumento capace di convertire immagini quotidiane in piccole opere d’arte. Una funzione che non solo arricchisce l’offerta di GoogleFoto, ma rivoluziona anche il modo in cui interagiamo con i nostri ricordi.
