Huawei sta per vivere una nuova fase di incertezza negli Stati Uniti. Quest’ultima ha inizio a causa del recente provvedimento del Dipartimento del Commercio. Il DOC, infatti, ha deciso di ritirare la normativa che avrebbe limitato l’esportazione di chip per l’intelligenza artificiale senza un’apposita licenza governativa. La misura era stata concepita per regolamentare la cessione all’estero dei processori AI prodotti negli Stati Uniti. Il DOC ha annunciato l’intenzione di predisporre in futuro un nuovo provvedimento, senza però entrare nei dettagli. Allo stesso tempo, è stato diffuso un avviso per le imprese. L’uso dei chipset Ascend realizzati da Huawei potrebbe costituire una violazione delle normative sulle esportazioni. Esponendo così le aziende coinvolte a possibili sanzioni penali.
Huawei: cosa succede ora all’azienda?
Tale monito appare vantaggioso soprattutto per NVIDIA. L’azienda, al momento, detiene circa il 90% del mercato globale dei processori AI. Il Bureau of Industry and Security (BIS) ha rimarcato l’intenzione di adottare un atteggiamento più severo. Tra le iniziative allo studio, si annovera la pubblicazione di linee guida che renderebbero palese come, a prescindere dall’area geografica di utilizzo, l’impiego dei moduli Ascend di Huawei costituirebbe una trasgressione delle regole sulle esportazioni statunitensi.
Fonti vicine alla vicenda hanno però precisato che il BIS non starebbe elaborando un nuovo provvedimento. Ma si limiterebbe a ribadire che i chip di Huawei potrebbero già ora ricadere sotto l’obbligo di licenza, difficile da ottenere, previsto per la cessione delle tecnologie di origine statunitense al colosso cinese. In sostanza, l’ufficio mira a chiarire preventivamente alle aziende che il confine tra rispetto e infrazione delle norme appare particolarmente sottile quando si parla dei processori AI di fabbricazione cinese.
Il timore principale della Casa Bianca risiede nella rapida capacità di Huawei di espandere la propria produzione. Mettendo sul mercato soluzioni AI in grado di competere con quelle di NVIDIA e, più in generale, con i prodotti delle società americane. Nella nota ufficiale del Dipartimento del Commercio si sottolinea come i nuovi requisiti, se fossero entrati in vigore, avrebbero finito per soffocare l’innovazione interna. Il tutto portando oneri burocratici onerosi sulle imprese. La restrizione, inoltre, avrebbe potuto deteriorare i rapporti diplomatici con decine di nazioni. Ciò relegandole a un livello di accesso tecnologico inferiore. Si tratta di uno scenario incerto che mette al centro la tecnologia in evoluzione dei chip AI.
