Una proposta essenziale ma rivoluzionaria ha sconvolto il settore automotive elettrico negli Stati Uniti. Slate, nuova realtà americana supportata anche da Jeff Bezos, ha annunciato il suo primo pickup elettrico e in poche settimane ha totalizzato oltre 100 mila preordini. Il veicolo, offerto a soli 20 mila dollari grazie agli incentivi fiscali, ha conquistato il pubblico, incuriosito da un’offerta fuori dagli schemi. La prenotazione richiede soltanto 50 dollari, completamente rimborsabili, rendendo l’adesione ancora più invitante per migliaia di potenziali clienti.
Funzionalità essenziali e prezzi competitivi: la formula di Slate
Quello che colpisce però non è solo il prezzo, ma anche la rapidità con cui un marchio finora sconosciuto è riuscito a entrare nell’immaginario collettivo. Lanciata a fine aprile 2025, la proposta di Slate ha trovato terreno fertile in un mercato affamato di alternative economiche nel mondo delle auto elettriche. Non è certo che tutte le prenotazioni si trasformeranno in vendite concrete, ma il segnale è forte. Sembra proprio che gli americani vogliano auto elettriche accessibili, anche se un po’ “spartane”. Slate, quindi, potrebbe davvero colmare un vuoto lasciato da altri colossi del settore, inclusa Tesla, che aveva promesso da anni una vettura a basso costo mai arrivata.
Ridurre al minimo le dotazioni per offrire un veicolo accessibile, è questa la strategia alla base del successo di Slate. Il loro pickup elettrico non offre fronzoli, perfino gli altoparlanti sono optional. Insomma è adatta per chi vuole solo un mezzo funzionale, senza accessori inutili. Allo stesso tempo, chi desidera qualcosa di più può personalizzare il veicolo, fino a trasformarlo in una sorta di SUV elettrico.
Sul fronte tecnico, il mezzo misura 4,4 metri e può essere scelto in due configurazioni. La prima ha 150kW di potenza e una batteria da 52,7kWh, con un’autonomia di 241km. La seconda opzione monta una batteria da 84,3kWh, che consente di raggiungere i 386km. Il debutto su strada è previsto per fine 2026. Ora resta da vedere se Slate riuscirà davvero a cambiare le regole del gioco. Una cosa è certa ha già acceso un grosso riflettore su di sé.
