C’è aria di cambiamenti in orbita. Pare che la NASA stia pensando di tirare un po’ il freno a mano sulla sua presenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Motivo? I soldi, ovviamente. Il budget non basta più a coprire tutto, e così si parla di tagli, riorganizzazioni e qualche scelta difficile.
Il piano della NASA per tagliare i costi in orbita
Tra le ipotesi sul tavolo, ce n’è una che colpisce subito: ridurre il numero di astronauti a bordo delle missioni Crew Dragon, da quattro a tre. A partire dal 2026, ogni missione durerebbe otto mesi invece dei classici sei. Questo permetterebbe di fare tre voli ogni due anni, anziché quattro. Meno lanci, meno spese. Ed è un’idea che, guarda caso, è già stata adottata anche dai russi con le loro Soyuz.
Altra voce dolente: niente aggiornamenti per l’AMS, uno degli esperimenti scientifici di punta installato sulla ISS. Era previsto un upgrade importante per raccogliere ancora più dati sulla materia oscura, ma a quanto pare è finito nella lista dei “tagliabili”. E parliamo di uno strumento che è costato più di 2 miliardi di dollari. Insomma, non proprio spiccioli.
Tutto questo rientra nel piano di “smobilitazione graduale” richiesto dal bilancio federale per il 2026, che spinge la NASA a cominciare a fare le valigie dalla ISS in vista del 2030, quando la stazione verrà mandata in pensione. L’idea è che da lì in poi toccherà alle stazioni private, e l’agenzia pubblica potrà concentrarsi su nuove sfide. Tipo il ritorno sulla Luna, o Marte.
Ma il punto più critico è proprio la riduzione dell’equipaggio. Meno persone significa meno ricerca, meno esperimenti, meno progressi. E fa un po’ strano pensare che, dopo aver investito decenni e oltre 100 miliardi di dollari nella ISS, adesso si riduca tutto a un problema di conti.
Detto ciò, nulla è ancora deciso. Il capo della NASA, per ora, è ad interim. Ma il prossimo potrebbe essere Jared Isaacman (sì, proprio lui, il miliardario-astronauta), che ha promesso di valorizzare la ISS fino all’ultimo giorno. Vedremo se riuscirà a far quadrare i conti… senza spegnere la scienza.
