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Cambio di rotta per i chip AI negli Stati Uniti
Il regolamento voluto da Biden, noto come “Framework for Artificial Intelligence Diffusion” era il risultato di un piano pluriennale. Il quale era volto a controllare la circolazione dei chip AI più sofisticati, come quelli prodotti da Nvidia. Tale strategia mirava ad evitare che paesi come la Cina potessero utilizzare tali tecnologie a fini militari. Il framework prevedeva un sistema articolato su tre livelli. Ovvero, esportazioni libere verso un ristretto gruppo di alleati (17 Paesi più Taiwan), limiti quantitativi per circa 120 nazioni, e divieto totale per stati considerati ostili come Cina, Iran, Russia e Corea del Nord.
Con l’insediamento della nuova amministrazione, però, si è fatta strada un’impostazione diversa, decisamente più pragmatica. Trump punta ad archiviare il meccanismo multilivello per introdurre un sistema di licenze globali. Fondato su trattative bilaterali. Invece di imporre vincoli rigidi per categorie geografiche, la nuova strategia prevede la possibilità di stipulare accordi specifici con singoli Stati. Come ad esempio gli Emirati Arabi Uniti o l’Arabia Saudita. Al momento, non è stata ancora definita una data certa per l’entrata in vigore del nuovo regolamento per i chip AI.











