Pernilla Sjoholm, una delle protagoniste del documentario Netflix Il truffatore di Tinder, ha trasformato la sua esperienza di inganno e abuso emotivo in un progetto concreto per aiutare gli altri. Insieme al ricercatore Suejb Memeti, ha creato IDfier, un’app pensata per verificare le identità online e prevenire le frodi nei contatti digitali.
Un’app nata da un’esperienza personale drammatica
Nel 2018, Pernilla conobbe su Tinder Simon Leviev, che si spacciava per figlio di un magnate dei diamanti. Tra lussi ostentati e promesse ingannevoli, la donna venne truffata per decine di migliaia di euro. Dopo la denuncia pubblica e il clamore mediatico, Pernilla è diventata una voce attiva contro le truffe romantiche e digitali, sottolineando come l’impatto sia tanto economico quanto psicologico:
“Con IDfier, avrei potuto proteggermi. La truffa è abuso emotivo, oltre che economico.”
Secondo la Global Anti-Scam Alliance, oltre il 60% delle frodi online coinvolge false identità, generando danni per oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno.
Come funziona IDfier, l’app che va contro le truffe online
L’app è progettata per essere semplice e sicura. Gli utenti iniziano scansionando documenti d’identità (carta, passaporto o patente), eventualmente sfruttando il chip NFC. Un breve movimento del volto serve a evitare deepfake o foto ritoccate. Completata la verifica, si può inviare una richiesta a un altro utente, condividendo dati scelti come nome o numero di telefono.
Le informazioni sono criptate e ospitate su server sicuri. Secondo i fondatori, l’algoritmo raggiunge il 99,9% di accuratezza nel riconoscimento dell’identità, bloccando i tentativi di impersonificazione.
IDfier è disponibile su App Store e Google Play, con abbonamento base da 3,39€ al mese, piano annuale da 27,99€ o verifica singola da 2,09€. La startup ha ricevuto fondi da Visive Invest e Almi Invest.
In attesa del suo intervento al TNW Conference di giugno, Sjoholm punta a rendere IDfier un punto di riferimento nella prevenzione delle truffe online.
