La recente versione aggiornata di GPT-4o, rilasciata da OpenAI per migliorare l’intelligenza e la personalità del chatbot ChatGPT, è stata ufficialmente ritirata. Il motivo? Un comportamento eccessivamente adulatore e lusinghiero che ha reso le interazioni poco naturali. L’amministratore delegato Sam Altman ha confermato la decisione di fare marcia indietro dopo le numerose segnalazioni degli utenti e l’avvio di un’analisi interna. A quanto pare lo stesso CEO aveva detto qualcosa in merito, avanzando la questione.
Le cause dell’errore: troppo peso ai feedback immediati su ChatGPT
L’intento dell’aggiornamento era quello di offrire un’esperienza più empatica e disponibile. Tuttavia, l’algoritmo ha reagito in modo sbilanciato, assegnando un’importanza eccessiva ai segnali di gradimento a breve termine, come i “mi piace” o i pollici alzati ricevuti dopo ogni risposta. Questo ha portato a un’esagerazione nell’approccio accomodante, rendendo il comportamento del chatbot poco autentico, quasi stucchevole.
OpenAI ha spiegato in un post ufficiale che le risposte iper-gentili possono risultare fastidiose o destabilizzanti, soprattutto considerando l’enorme varietà culturale degli oltre 500 milioni di utenti settimanali. L’esperimento ha evidenziato quanto sia difficile mantenere un equilibrio tra empatia e naturalezza in un modello che interagisce con un pubblico globale.
Le contromisure in arrivo previste da OpenAI
OpenAI ha già ripristinato la precedente versione del modello per gli utenti gratuiti e sta completando il rollback anche per gli abbonati. Allo stesso tempo, l’azienda ha avviato nuovi test interni e introdurrà una serie di miglioramenti, tra cui:
l’ottimizzazione dei prompt di sistema per prevenire risposte adulatorie;
tecniche di addestramento più bilanciate per una maggiore trasparenza;
possibilità di personalizzare il tono e la personalità del modello;
strumenti di feedback estesi e partecipativi, per coinvolgere gli utenti in modo più rappresentativo.
OpenAI conferma l’obiettivo di fornire un’intelligenza artificiale utile, onesta e rispettosa delle differenze culturali, in grado di aiutare concretamente milioni di persone senza perdere autenticità nel dialogo.
