La Commissione Europea ha proposto di introdurre la revisione annuale per auto e furgoni con più di dieci anni. Oggi la normativa impone il primo controllo dopo quattro anni, poi ogni due. Il futuro, invece, potrebbe essere diverso. Studi dimostrano che i mezzi più vecchi si guastano più spesso e causano incidenti in misura maggiore. Nonostante i guasti tecnici non siano la causa principale degli incidenti stradali, la Commissione ritiene che controlli annuali possano salvare centinaia di vite ogni anno. In molti Paesi europei, ispezioni così frequenti sulle auto sono già realtà e uniformare le regole significherebbe abbattere drasticamente il numero di morti e feriti sulle strade.
Nuove regole per auto più sicure
Non solo revisioni tra le novità. I cambiamenti europei puntano anche ad adattarsi ai tempi. Con l’espansione delle auto elettriche e dei sistemi di guida assistita, il quadro delle revisioni sarà aggiornato. I nuovi controlli includeranno verifiche sull’integrità dei software di sicurezza e test avanzati sulle emissioni. Verranno introdotte tecniche sofisticate per scoprire veicoli ad alte emissioni di particolato e NOx, responsabili di gravi danni ambientali. Ogni auto, indipendentemente dall’alimentazione, dovrà rispondere a criteri più severi. Le autorità europee vogliono chiudere il cerchio anche sulla manipolazione dei contachilometri, spesso causa di truffe, registrando ogni lettura in database nazionali collegati tra loro.
la digitalizzazione rivoluziona anche il mondo dell’immatricolazione auto. Arriveranno certificati elettronici di registrazione e di avvenuta revisione. Sarà più semplice trasferire o vendere un veicolo in un altro Stato membro grazie al riconoscimento reciproco dei controlli tecnici. I certificati avranno validità di sei mesi ovunque nell’Unione. Accesso più semplice ai dati tecnici delle auto per i centri di revisione renderà i controlli più rapidi ed efficaci. Le istituzioni europee vogliono trasformare la mobilità in qualcosa di più sicuro, pulito e trasparente. La proposta è ora nelle mani del Parlamento europeo e del Consiglio, pronti a valutare ogni dettaglio in vista della futura approvazione.
