Il nuovo Codice della strada ha mostrato subito i suoi effetti. I dati parlano chiaro e raccontano una svolta attesa da anni. Dal 14 dicembre 2024 al 13 aprile 2025, gli incidenti sono diminuiti del 5,5%. Un risultato che si traduce in oltre mille sinistri in meno. Il numero delle vittime è sceso a 348, segnando un calo del 12,6%. Anche i feriti sono calati in modo significativo: 11.686 contro i 12.663 dell’anno precedente. Cosa ha provocato questo cambiamento? Gli occhi sono puntati sulle nuove norme che colpiscono con forza tre comportamenti ricorrenti: eccesso di velocità, cinture non allacciate e smartphone alla guida. Da sempre considerate piaghe del traffico, oggi sembrano in ritirata. Il timore di multe più salate ha frenato l’incoscienza.
L’effetto sugli incidenti quanto durerà?
Nel cuore delle statistiche emerge una verità meno confortante. Nei primi due mesi, le vittime erano calate del 24,2%. Dopo quattro mesi, il calo si è ridotto al 12,6%. La curva positiva mostra già i primi segni di appiattimento. È lecito domandarsi quanto a lungo durerà questa spinta verso la prudenza. Non è la prima volta che accade. Nel 2003, la patente a punti aveva cambiato tutto. Poi l’entusiasmo si era affievolito. La storia sembra ripetersi. La paura iniziale lascia spazio all’abitudine. Senza controlli costanti e messaggi incisivi, la sicurezza rischia di tornare fragile. Davvero si può contare solo sull’effetto sorpresa delle nuove leggi? O serve un impegno più profondo e duraturo.
Le statistiche attuali sugli incidenti, pur valide, restano ancora incomplete. Mancano i numeri delle Polizie Locali, fondamentali per fotografare i sinistri nelle città. È lì che avvengono la maggior parte degli incidenti con pedoni e ciclisti coinvolti. Gli utenti vulnerabili pagano spesso il prezzo più alto. Il 2023 aveva riportato un aumento dei sinistri, lasciando sgomento. Il cambio di rotta del 2024 segna quindi un passaggio positivo ed importante, ma non si può di certo cantare vittoria. Resta la sfida più complessa e cioè trasformare il timore in consapevolezza, cosa alquanto difficile, quasi utopica.
