SpaceX si prepara a giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del nuovo sistema di difesa missilistica Golden Dome, promosso dall’amministrazione Trump. L’iniziativa mira a creare una rete avanzata per individuare e neutralizzare minacce provenienti dallo spazio. Accanto a SpaceX, anche Palantir e Anduril si sono candidate per partecipare a questa impresa tecnologica senza precedenti.
Il presidente Trump ha identificato il rischio missilistico come la principale minaccia alla sicurezza nazionale. Per questo motivo, le aziende selezionate vantano rapporti privilegiati con la sua amministrazione. Elon Musk, fondatore di SpaceX, ha offerto un supporto strategico al governo, sia finanziariamente sia in veste di consigliere per l’efficienza pubblica.
Secondo fonti vicine al Pentagono, il piano Golden Dome prevede il lancio di centinaia di satelliti di sorveglianza, capaci di tracciare ogni movimento sospetto. Il progetto è ancora nella fase preliminare, e le decisioni finali su design e fornitori potrebbero subire modifiche nei prossimi mesi. Gli incontri tra funzionari governativi e rappresentanti aziendali testimoniano l’intenso interesse attorno a questa iniziativa rivoluzionaria.
L’innovativo abbonamento di SpaceX per il sistema Golden Dome
Una delle proposte più originali arrivate sul tavolo riguarda il modello di business suggerito da SpaceX. L’azienda ha proposto che il governo americano paghi un abbonamento per accedere ai servizi satellitari del Golden Dome, garantendo aggiornamenti tecnologici rapidi e una distribuzione più efficiente rispetto ai metodi tradizionali del Pentagono.
Questo approccio potrebbe ridurre i costi iniziali, ma solleva preoccupazioni circa il controllo statale su tecnologia e prezzi futuri. Nonostante ciò, il sistema Golden Dome potrebbe entrare in funzione già nel 2026, rivoluzionando il modo in cui gli Stati Uniti difendono il proprio territorio.
Oltre 180 aziende hanno manifestato interesse per contribuire alla costruzione del “livello di custodia”, la rete satellitare che rappresenta il cuore operativo del Golden Dome. Secondo le stime, la sola realizzazione di questa rete potrebbe richiedere investimenti tra i 5,5 e i 9,3 miliardi di euro, mentre il progetto completo supererebbe ampiamente i 100 miliardi.
