Dal 2024, Apple ha dovuto rimuovere il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue dai nuovi modelli di Apple Watch commercializzati negli Stati Uniti. La causa proviene da alcuni problemi legali avuti con Masimo Corp. Questa ha accusato l’azienda di Cupertino di violazione dei suoi brevetti tecnologici. Ovviamente il problema non riguarda solo la mancanza di una funzione per gli utenti ma anche la reputazione del brand in quanto erano ormai più di 4 anni che tale feature esisteva a bordo degli Apple Watch. Fin da subito, aveva rappresentato una delle principali innovazioni rispetto ai modelli precedenti, diventando uno degli strumenti più apprezzati dagli utenti attenti al monitoraggio del benessere. Oggi, con i nuovi dispositivi venduti negli USA, questa possibilità non esiste più.
Impatto sugli utenti e sulla strategia futura di Apple
Coloro che hanno già un Apple Watch con la funzione attiva, potranno continuare a beneficiarne senza alcun tipo di problema. La questione attualmente tira in ballo solo coloro che acquistano ora un nuovo modello.
Oltre alla questione pratica, emerge anche un interrogativo strategico. Apple, almeno per ora, non sembra intenzionata a modificare il design dei suoi smartwatch o a trovare rapidamente una soluzione tecnica alternativa. Un atteggiamento che, se da un lato conferma la solidità del brand, dall’altro rischia di penalizzare la narrazione dell’Apple Watch come dispositivo medicale da polso, uno dei filoni su cui l’azienda ha puntato di più negli ultimi anni.
In un periodo in cui il monitoraggio della salute è sempre più centrale, l’assenza della funzione potrebbe spingere alcuni utenti a guardare verso altri brand. Le soluzioni concorrenti, infatti, continuano a evolversi e potrebbero approfittare di questo vuoto.
Per Apple, si prospettano quindi due scenari: trovare un accordo con Masimo, oppure ripensare il sistema di rilevazione per aggirare il problema. In ogni caso, la partita è tutt’altro che chiusa, e il futuro della salute su Apple Watch resta da scrivere.
