Per anni l’energia solare a concentrazione è rimasta un po’ nell’ombra, come quella tecnologia promettente che però nessuno aveva davvero voglia di finanziare. Qualche timido tentativo c’è stato – anche durante l’amministrazione Obama – ma poi l’interesse si è affievolito, soprattutto da parte dei privati. Eppure, qualcosa sta cambiando. Oggi c’è un nuovo entusiasmo intorno ai carburanti solari, e una delle protagoniste di questa rinascita è una società svizzera dal nome futuristico: Synhelion.
Synhelion porta la produzione di carburante solare in Spagna
Questa startup ha già dimostrato che non si tratta solo di belle idee su carta: ha costruito un impianto pilota in Germania che funziona davvero. E ora si prepara a fare le cose in grande, spostando tutto in Spagna, dove il sole picchia forte e le condizioni sono perfette per fare esperimenti seri. Ma cosa fa, esattamente, questa tecnologia?
Immagina tantissimi specchi puntati verso un unico punto, come se fossero concentrati su un bersaglio invisibile nel cielo. In quel punto, si raggiungono temperature altissime, che vengono immagazzinate in un fluido speciale, spesso sali fusi. Questo calore non solo può alimentare turbine e produrre elettricità, ma può anche innescare reazioni chimiche complesse. Ed è qui che le cose si fanno interessanti: perché a certe temperature puoi trasformare il calore in carburante sintetico, come il cherosene per gli aerei.
A differenza dei classici pannelli solari che smettono di funzionare appena tramonta il sole, questi impianti possono continuare a lavorare anche di notte, grazie a sistemi di accumulo termico simili a enormi mattoni caldi. Ed è proprio questo il cuore del progetto DAWN di Synhelion: un impianto che unisce specchi, pannelli fotovoltaici e un magazzino di calore pensato per garantire continuità alla produzione.
La cosa bella è che non si tratta solo di teoria: il progetto RISE, che nascerà in Spagna nel 2027, sarà il primo impianto commerciale. E Synhelion non vuole fermarsi lì. Entro il 2033 punta a produrre un milione di tonnellate di carburante solare all’anno. E nel mirino c’è anche il Marocco, dove sole e spazio non mancano.
Certo, ci sono ancora ostacoli da superare: costi elevati, tecnologie complesse, e – come spesso accade – una certa timidezza da parte degli investitori, soprattutto negli USA. Ma il vento sembra cambiato. E forse, questa volta, l’energia solare a concentrazione avrà finalmente il suo momento di gloria.
