Il commercio internazionale sta vivendo una continua evoluzione. Ciò soprattutto grazie allo sviluppo del settore e-commerce. Eppure, eventi recenti segnalano un’inversione di tendenza. Tra cui nuove barriere, regolamentazioni più rigide e un ritorno a forme di protezionismo economico. A tal proposito, è emblematica la recente decisione di DHL. L’azienda intende sospendere temporaneamente le spedizioni B2C (business-to-consumer). Indirizzate verso clienti privati negli Stati Uniti per merci dal valore superiore agli 800 dollari. Il provvedimento è il risultato diretto dell’inasprimento delle norme doganali americane, influenzate dai nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump.
DHL: nuove conseguenze delle norme doganali
In particolare, la modifica delle soglie per le pratiche di sdoganamento sta già creando ritardi e rallentamenti nella catena di distribuzione. Fino a poco tempo fa, solo le spedizioni superiori a 2.500 dollari erano soggette a un iter burocratico complesso. Oggi, tale soglia è stata ridotta, costringendo le compagnie di logistica a gestire un volume molto più elevato di pratiche doganali formali.
