L’Unione Europea ha intensificato il proprio impegno nel regolamentare il potere delle big tech. A tal proposito, ora si trova davanti a un nuovo bivio strategico. Secondo recenti indiscrezioni, Bruxelles era pronta ad annunciare sanzioni contro Apple e Meta. Eppure, l’annuncio sarebbe stato rinviato all’ultimo momento. Dietro questa scelta si cela una dinamica sempre più evidente. Le questioni di regolamentazione tecnologica non sono più solamente temi di politica interna o tutela dei consumatori. Si stanno trasformando in veri e propri strumenti di pressione geopolitica. L’UE, da tempo impegnata a far rispettare il Digital Markets Act, si trova ora costretta a calibrare le proprie mosse in funzione dei rapporti transatlantici. Il punto di partenza, infatti, potrebbe essere l’arrivo dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.
L’UE: cambio di strategia per le sanzioni ad Apple e Meta?
Le due aziende nel mirino della Commissione sono accusate di pratiche scorrette che violano i principi di concorrenza leale. Apple, da parte sua, continua a limitare agli sviluppatori la possibilità di proporre sistemi di pagamento alternativi all’interno delle proprie app. Meta, invece, ha adottato un modello controverso per il consenso al tracciamento dei dati. Agli utenti europei viene offerta la possibilità di scegliere tra l’accettare i cookie pubblicitari o pagare un abbonamento mensile. Spesso percepito come una falsa alternativa.
Nonostante il rinvio dell’annuncio ufficiale, è probabile che l’Unione Europea prosegua con le sue intenzioni sanzionatorie. Il messaggio implicito è chiaro. Le regole del mercato digitale europeo devono essere rispettate, anche da giganti con sede fuori dall’UE. Tale episodio rappresenta solo un capitolo di una storia molto più grande. Qui economia, tecnologia e diplomazia si intrecciano sempre più strettamente. In tale scenario, l’Europa cerca di definire il proprio ruolo tra due fuochi. Da una parte c’è la tutela dell’intero ecosistema digitale. Dall’altra la necessità di mantenere equilibri internazionali con i propri partner. Il tutto senza tralasciare la sicurezza degli utenti.
