C’è un nuovo fermento nel mondo della difesa tecnologica, e stavolta arriva con una scia infuocata dietro: Stati Uniti e Regno Unito stanno spingendo sull’acceleratore — letteralmente — per portare avanti lo sviluppo dei sistemi ipersonici, e hanno scelto lo stesso alleato per farlo. Si tratta di Rocket Lab, l’azienda neozelandese-americana che negli ultimi anni ha dimostrato di saperci fare con i razzi, ma che ora sta entrando a pieno titolo nel club dei player strategici per la sicurezza nazionale.
La difesa ipersonica accelera con HASTE di Rocket Lab
Al centro della scena c’è HASTE, una piattaforma di lancio suborbitale che fa parte della famiglia Electron. Immaginatela come la sorella più robusta e muscolosa, progettata su misura per testare tecnologie che viaggiano a velocità folli — roba da Mach 22, ovvero più di 7,5 chilometri al secondo. Questo razzo è stato pensato per simulare ambienti operativi realistici, quelli in cui si muoveranno i futuri veicoli ipersonici o motori sperimentali. Non è solo velocità fine a sé stessa, ma un banco di prova concreto per soluzioni che potrebbero cambiare il modo in cui si pensa alla difesa.
Rocket Lab è entrata ufficialmente nei giochi grossi grazie a due programmi: da una parte c’è l’EWAAC dell’Aeronautica statunitense, un maxi-contratto dal valore potenziale di 42,5 miliardi di euro (sì, miliardi), pensato per velocizzare lo sviluppo di nuove tecnologie. Dall’altra, c’è l’HTCDF del Ministero della Difesa britannico, che con quasi un miliardo di euro mira a far decollare — anche qui in senso letterale — le capacità ipersoniche del Regno Unito.
Non si tratta solo di fare test in laboratorio. Rocket Lab ha già dimostrato sul campo di saper rispondere in tempi record, lanciando due missioni in meno di tre settimane dalla base di Wallops Island, in Virginia. Un ritmo che fa gola a chi ha bisogno di sperimentare tanto e in fretta.
Come ha detto Sir Peter Beck, CEO di Rocket Lab, il bello di HASTE è proprio questo: una piattaforma unica, pensata per offrire test ipersonici frequenti e a costi sostenibili. Una combinazione che, al momento, sembra difficile da battere. E se il futuro della difesa corre veloce, HASTE potrebbe essere il razzo giusto al momento giusto.
