L’amministrazione Trump torna a mettere la Cina nel mirino, e questa volta l’obiettivo è DeepSeek, una startup emergente nel settore dell’intelligenza artificiale che ha saputo farsi notare con un’offerta potente ma a basso costo. Il suo impatto sul mercato ha sollevato allarmi non solo economici ma anche politici e di sicurezza. Un rapporto pubblicato dal Select Committee on the CCP, il comitato bipartisan incaricato di monitorare le attività del Partito Comunista Cinese, accusa infatti la piattaforma cinese di rappresentare una minaccia diretta agli Stati Uniti.
La controversa AI cinese DeepSeek e il ruolo di NVIDIA nel caso
Secondo quanto riportato, DeepSeek sarebbe coinvolta nel trasferimento illecito di dati sensibili degli utenti americani verso la Cina e avrebbe costruito i propri modelli di intelligenza artificiale basandosi su materiale ottenuto illegalmente da tecnologie statunitensi. Le autorità sospettano inoltre un uso non autorizzato di chip avanzati prodotti da NVIDIA, azienda americana che si ritrova ora al centro delle indagini. Il comitato ha chiesto chiarimenti ufficiali sulle vendite effettuate in Cina e in altre aree del sud-est asiatico, per capire se e come questi chip abbiano finito per potenziare la piattaforma DeepSeek, nonostante le restrizioni all’export.
Le accuse non si limitano al solo uso illecito di tecnologia. DeepSeek viene descritta come uno strumento sotto il controllo diretto del Partito Comunista Cinese, con legami stretti con aziende già note per la loro vicinanza al governo, tra cui Baidu, ByteDance, Tencent e China Mobile. Il rapporto parla anche di censura, in particolare su temi sensibili come Taiwan e Hong Kong, e dell’utilizzo di oltre 60.000 chip NVIDIA, presumibilmente ottenuti aggirando i controlli sull’esportazione.
Il Comitato ha infine chiesto all’azienda americana di fornire l’elenco dettagliato dei clienti che hanno acquistato più di 499 chip e acceleratori AI dal 2020 a oggi, incluse tutte le comunicazioni con DeepSeek e gli eventuali contratti stipulati con soggetti considerati non autorizzati dal governo statunitense.
