Il traguardo fissato per il 2030 non è più così vicino. MINI ha scelto di riconsiderare il suo progetto di elettrificazione totale. Lo storico marchio britannico appartenente al Gruppo BMW, ha quindi fatto marcia indietro. Ciò a soli 4 anni dall’annuncio in cui dichiarava l’intenzione di produrre esclusivamente veicoli elettrici entro la fine del decennio. Tale decisione arriva dopo un’attenta analisi di mercato. È stato infatti riscontrato che la domanda di auto elettriche fosse inferiore alle aspettative. Ma soprattutto che il contesto commerciale attuale risulta essere sempre più complesso.
MINI: strategie diversificate per un mercato in transizione
Particolarmente rilevanti sono state le parole di Michael Peyton, vicepresidente di MINI per le Americhe. Egli, durante il Salone dell’auto di New York, ha spiegato che il mercato nordamericano continua a mostrare un forte interesse per le vetture a benzina. Di conseguenza è sembrato naturale rivedere le tempistiche dell’elettrificazione. La casa continuerà quindi a investire nei motori endotermici e a proporre modelli tradizionali accanto alle nuove BEV. Anzi, l’elettrica MINI Aceman, pensata per gli Stati Uniti ma prodotta in Cina, non sbarcherà sul mercato americano a causa dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. Al suo posto, si valuta l’introduzione di un crossover a benzina dedicato.
Il cambio di rotta di MINI non è un caso isolato. Diverse case automobilistiche stanno rallentando il passo verso l’elettrico. Ciò anche a causa dell’incertezza normativa in alcuni Paesi e le difficoltà infrastrutturali legate alla ricarica. Se il Gruppo BMW non si è mai dato una scadenza precisa per l’elettrificazione totale, Rolls-Royce, che ne fa parte, sembra ancora intenzionata a dire addio ai motori termici entro il 2030. Intanto, l’obiettivo generale è che entro fine decennio il 50% delle vendite complessive del gruppo sia rappresentato da veicoli elettrici. MINI continuerà quindi a lavorare sulle BEV, ma senza affrettare i tempi. La direzione resta chiara, ma il percorso sarà più graduale e adattato alle richieste dei singoli mercati.
