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Grok riceve la memoria per la prima volta
Tale innovazione è ancora in fase “beta”. Al momento disponibile solo per gli utenti statunitensi che accedono via web o tramite le app mobili per iOS e Android. In Europa e nel Regno Unito, invece, bisognerà attendere ancora un po’. Inoltre, tale nuova funzionalità non è ancora stata integrata nella versione di Grok presente su X, dove è comunque attesa a breve.
L’implementazione della memoria rappresenta una svolta importante per l’usabilità dell’assistente virtuale. Gli utenti potranno riprendere le conversazioni da dove le avevano lasciate. Senza dover ogni volta fornire contesto o ripetere informazioni già condivise. Si tratta di un cambiamento che punta a trasformare il bot in un vero e proprio assistente personale digitale. Capace di accompagnare l’utente in percorsi di apprendimento, supporto tecnico o anche solo conversazioni più fluide e coerenti.
Tale annuncio arriva poco dopo un altro importante aggiornamento. xAI ha reso accessibile Grok 3 anche tramite API. Le tariffe sono differenziate: 3 dollari per milione di token in ingresso e 15 dollari per milione di token generati per la versione standard. Mentre Grok 3 Mini, pensato per carichi più leggeri, è disponibile a un prezzo più contenuto. Le opzioni “veloci” dei due modelli, invece, hanno costi più alti. E sono pensate per applicazioni dove la rapidità di risposta è essenziale.
Con l’arrivo della memoria, Grok si candida a diventare uno strumento sempre più centrale nell’universo dell’AI generativa. Offrendo agli utenti una valida alternativa, in costante evoluzione.









