L’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del gioco nel mondo della programmazione. A tal proposito, è emblematica la dichiarazione di Dario Amodei, CEO di Anthropic. Secondo quest’ultimo il 90% del codice potrebbe essere generato da AI entro sei mesi. Le sue parole hanno sollevato un misto di stupore e inquietudine. Il timore che l’automazione renda obsoleti milioni di sviluppatori è tangibile. Ma realtà come Salesforce stanno già delineando uno scenario ben diverso. Non si tratta di una fine, ma di una trasformazione.
Sviluppatori minacciati dall’intelligenza artificiale?
L’esperienza di Salesforce con Agentforce, il proprio strumento AI interno, fornisce un esempio concreto di tale cambiamento. Secondo Jayesh Govindarajan, Senior Vice President di Salesforce AI, il 20% del codice APEX distribuito in produzione negli ultimi 30 giorni è stato generato dall’AI. Si parla non solo di bozze, ma di codice realmente testato e utilizzato in ambienti aziendali. Con milioni di righe validate e migliaia di ore di sviluppo risparmiate ogni mese.
Eppure, invece di scomparire, gli sviluppatori stanno cambiando. L’AI si occupa della parte ripetitiva e meccanica della programmazione. Lasciando agli umani il compito più strategico: pensare, progettare, guidare. Il lavoro del programmatore si allontana dal “digitare codice” e si avvicina sempre più alla comprensione profonda del problema. Alla relazione con il cliente e alla visione d’insieme. Karpathy ha definito tale nuovo modo di programmare “vibe coding”. Il ciclo di sviluppo si accorcia, i feedback arrivano prima, e la qualità può migliorare. Ciò grazie a una supervisione umana più concentrata e consapevole.
Eppure, restano limiti importanti. Nessuna intelligenza artificiale, al momento, è in grado di progettare architetture software complesse o nuovi paradigmi di database. Ma può aiutare a costruire interfacce funzionali e veloci. Liberando tempo per pensare a problemi più profondi. L’evoluzione del ruolo dello sviluppatore non è quindi una perdita. Ma una sorta di promozione. Gli sviluppatori non sono più solo esecutori tecnici. Diventano partner strategici per le esigenze aziendali. Un cambiamento, dettato dall’intelligenza artificiale, che richiede nuove competenze, sì, ma anche nuove ambizioni.
