Nel mondo sempre più instabile del commercio globale, Apple si muove con rapidità e precisione. Di fronte alla nuova ondata di dazi imposti dall’amministrazione Trump, l’azienda di Cupertino ha risposto con una manovra logistica senza precedenti. Si tratta di voli cargo dedicati per spostare oltre 600 tonnellate di iPhone dagli stabilimenti asiatici verso gli Stati Uniti. Una corsa contro il tempo, giocata su più fronti per proteggere uno dei suoi mercati più redditizi.
Apple: nuove misure contro i dazi
La misura più temuta riguarda le importazioni dalla Cina. Quest’ultime, infatti, sono già soggette a tariffe elevate fino al 125%. A tal proposito, Apple ha accelerato il piano di diversificazione della catena di fornitura. Puntando con decisione sull’India. In particolare, lo stabilimento Foxconn di Chennai è diventato il centro della nuova strategia. Qui, grazie alla collaborazione con il governo indiano, è stato istituito un “green corridor” per sdoganamenti rapidi. Opzione che riduce drasticamente i tempi di attesa e garantire la consegna tempestiva dei dispositivi negli Stati Uniti.
I dati parlano chiaro. Solo nei primi due mesi del 2024, il valore delle spedizioni via aerea da Chennai agli Stati Uniti ha superato 1,4 miliardi di dollari. Un picco mai registrato prima. Tale impennata è il risultato di un aumento del 20% nella produzione locale e dell’introduzione di turni di lavoro straordinari, inclusi i fine settimana. Una scelta che riflette non solo la pressione del momento, ma anche un cambio di paradigma strutturale per Apple.
Nel lungo periodo, la vera partita si giocherà sulla capacità di adattamento. L’India, con le sue condizioni tariffarie più favorevoli, una forza lavoro in espansione e un contesto politico stabile, si sta imponendo come alternativa alla Cina. Per Apple, investire nella produzione indiana non significa solo reagire all’emergenza. Ma costruire una nuova architettura su cui fondare la crescita. Non resta che attendere e scoprire come evolverà il sistema commerciale di Apple.
