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Produrre un iPhone interamente negli Stati Uniti è tecnicamente possibile, ma economicamente insostenibile. A dirlo è Mark Gurman, giornalista di Bloomberg e tra i più autorevoli esperti del mondo Apple, che ha spiegato come i vincoli industriali e i costi rendano irrealizzabile una filiera di produzione interna per lo smartphone più venduto al mondo.
Costi troppo elevati per un iPhone “americano”
Secondo Gurman, se Apple decidesse di spostare completamente la produzione dell’iPhone negli Stati Uniti, il prezzo finale del dispositivo subirebbe un aumento drastico, rendendolo inaccessibile per la maggior parte dei consumatori. I costi di manodopera, logistica e approvvigionamento dei componenti negli USA sono significativamente più alti rispetto a quelli dei paesi asiatici dove Apple produce attualmente, in particolare Cina, India e Vietnam.
Attualmente, la produzione dell’iPhone è distribuita su una filiera globale, con oltre 200 fornitori sparsi in tutto il mondo. Solo una minima parte della lavorazione – come l’assemblaggio finale di alcuni modelli – avviene negli Stati Uniti, in stabilimenti di partner come Foxconn o Pegatron. Spostare l’intero processo sul suolo americano richiederebbe investimenti industriali enormi e infrastrutture oggi inesistenti.
Una questione anche di componenti e catena di fornitura
Oltre alla questione dei costi, c’è un limite strutturale: molti componenti fondamentali dell’iPhone – come i chip, le batterie e i moduli fotografici – provengono da paesi dove esistono filiere industriali altamente specializzate. Riprodurre questo livello di specializzazione negli Stati Uniti implicherebbe anni di sviluppo e formazione, senza garanzia di raggiungere gli stessi standard di efficienza.
Apple ha già avviato alcune iniziative per ridurre la dipendenza dalla Cina, spostando parte della produzione in India e incrementando gli investimenti nei chip realizzati in Arizona. Tuttavia, secondo Gurman, questi sforzi non bastano a rendere realistica la produzione completa negli USA.
Un’ipotesi politicamente evocativa, ma poco concreta
L’idea di un iPhone interamente prodotto in America è stata spesso rilanciata in chiave politica, soprattutto negli Stati Uniti, come simbolo di rilancio del manifatturiero locale. Tuttavia, i vincoli economici e industriali rendono questa ipotesi poco praticabile a breve termine.
Secondo Gurman, anche se Apple volesse percorrere questa strada, il risultato sarebbe uno smartphone venduto a prezzi insostenibili, con tempi di produzione più lunghi e qualità difficile da mantenere. La globalizzazione della filiera resta, almeno per ora, una necessità tecnica ed economica.
