Su Marte, anche il vento sa fare spettacolo. A gennaio, il rover Perseverance della NASA si è trovato testimone di un evento davvero affascinante: due “diavoli di sabbia” si sono incontrati… e uno ha inghiottito l’altro. Letteralmente.
Quando i diavoli di sabbia si incontrano
Siamo nella zona chiamata Witch Hazel Hill, lungo il bordo del cratere Jezero, dove il robottino più curioso del sistema solare era impegnato nelle sue solite esplorazioni quando ha puntato la sua telecamera verso l’orizzonte. Davanti a lui, due vortici di polvere marziana — quelli che in gergo si chiamano dust devils, e che sembrano piccoli tornado — si stavano muovendo nella stessa direzione. Uno grande, uno più piccolo. Un po’ come un incontro tra David e Golia, ma col finale ribaltato: il vortice più grosso ha lentamente assorbito quello più piccolo in una sorta di danza atmosferica che, per un attimo, ha lasciato a bocca aperta anche gli scienziati sulla Terra.
E come se non bastasse, mentre tutto questo succedeva, sullo sfondo si vedevano altri due di questi “diavoletti” muoversi tranquilli all’orizzonte. Marte non sarà caotico come la Terra, ma sa come farsi notare.
Secondo Mark Lemmon, scienziato del team di Perseverance, questi vortici sono davvero “diabolici”. Si formano quando l’aria calda vicino al suolo incontra l’aria più fredda sopra di essa: il risultato è un turbine che solleva polvere e la porta con sé, come una mini-tempesta ambulante. Quando due si incontrano, possono fondersi, sparire… oppure fare a botte, dipende da chi è più forte.
Ma non è solo uno spettacolo da guardare a bocca aperta: studiare questi fenomeni è fondamentale per capire com’è davvero il clima su Marte. Katie Stack Morgan, che lavora al progetto Perseverance, spiega che i dust devils sono responsabili di circa metà della polvere presente nell’atmosfera marziana. E quella polvere è una delle principali protagoniste del meteo sul Pianeta Rosso.
Insomma, dietro queste piccole “tempeste danzanti” si nasconde molto più di quanto sembri: sono indizi preziosi, pezzi di un puzzle più grande che ci aiuterà, un giorno, a capire come vivere — o sopravvivere — su Marte.
