Cosa succederebbe se, da qui a qualche anno, lavorare cinque giorni a settimana diventasse una scelta – e non una necessità? È una delle provocazioni che Bill Gates ha lanciato parlando del futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo il fondatore di Microsoft, la rivoluzione tecnologica in atto potrebbe portarci molto presto a rivedere completamente l’idea stessa di “impiego”. Non solo cambieranno gli strumenti, ma anche le regole del gioco, e forse perfino il motivo per cui lavoriamo.
AI generativa e lavoro
Gates parte da un’osservazione quasi filosofica: non siamo nati per lavorare. Il lavoro, nella sua visione, è nato dalla scarsità – di risorse, di tempo, di mani. Qualcuno doveva coltivare, trasportare, costruire. Ma se l’intelligenza artificiale sarà in grado di sostituirci in gran parte di queste attività, allora perché dovremmo continuare a vivere secondo modelli pensati per un altro tempo?
L’idea, ovviamente, non è che tra sei mesi nessuno dovrà più fare nulla. La transizione sarà lenta, e sicuramente complicata. Servirà un enorme cambiamento culturale per accettare che “non lavorare” non sia sinonimo di ozio o fallimento, ma una nuova forma di equilibrio. Gates immagina una settimana lavorativa da due giorni: più tempo libero, più spazio per la creatività, meno pressione per produrre a tutti i costi.
Ma se da una parte la visione è affascinante, dall’altra solleva un bel po’ di domande. Quali lavori sopravvivranno davvero a questa ondata tecnologica? Secondo Gates, pochi: biologi, esperti di energia e programmatori. Eppure, anche quest’ultima categoria potrebbe non essere al sicuro. Altri nomi grossi del tech, come Jensen Huang di NVIDIA, pensano che l’AI sarà in grado di scrivere codice meglio e più velocemente di qualsiasi umano.
Intanto le aziende si stanno già muovendo. Salesforce valuta di bloccare le assunzioni di nuovi sviluppatori, mentre Meta prevede che presto basteranno pochi ingegneri AI per fare il lavoro di interi team. E noi? Forse dovremmo iniziare a chiederci che ruolo vogliamo avere in questo nuovo scenario.
