Un’auto che si accartoccia su sé stessa durante un test fa sempre scalpore. Specialmente se si tratta di un modello elettrico lanciato come proposta moderna ed efficiente. È il caso della NetaV, una piccola vettura a batteria del marchio cinese Neta, distribuita in paesi come la Malesia e pensata per soddisfare una clientela attenta al prezzo.
Però quando si parla di sicurezza, il risparmio può trasformarsi in un rischio concreto. I risultati dei test condotti da Asean NCAP, l’ente che valuta la protezione offerta dai veicoli nel sud-est asiatico, sono davvero deludenti. La Neta V ha ottenuto zero stelle.
Neta V: la sicurezza sacrificata per contenere i costi
Questo dato fa riflettere. Poiché arriva in un periodo storico in cui la maggior parte delle auto, anche compatte e low-cost, riesce a raggiungere almeno tre o quattro stelle nelle prove d’impatto. Invece, la Neta V ha mostrato gravi mancanze strutturali e tecniche. Durante il test dell’ incidente frontale, la struttura complessiva dell’ auto ha ceduto in più punti. Il montante si è piegato e la portiera ha rischiato di aprirsi. La testa del manichino del conducente è poi rimbalzata con violenza tra airbag e volante, segnalando una cattiva gestione delle forze d’urto. Anche i passeggeri posteriori, simulati da manichini bambini in seggiolini, non hanno ricevuto una protezione adeguata.
L’equipaggiamento della vettura contribuisce a spiegare il risultato deludente. Solo due airbag sono presenti a bordo, uno per il conducente e uno per il passeggero anteriore. Le cinture non sono dotate di pretensionatori, e l’auto non offre alcun tipo di assistenza alla guida. Manca poi il sistema di frenata automatica. Così come l’avviso di collisione o il mantenimento della corsia, ormai presenti su molti modelli concorrenti. Eppure, la Neta V viene venduta ugualmente in Malesia a circa 100.000 ringgit. Ovvero un valore di oltre 20.000€. Un prezzo assolutamente assurdo, considerando le gravi lacune della vettura.
Di conseguenza chi pensa che si tratti solo di una city car economica dovrebbe forse rivedere le proprie priorità. Perché un’auto moderna, elettrica o meno, non può prescindere dalla sicurezza.
