La situazione che riguarda TikTok negli Stati Uniti comincia a suscitare di nuovo dei timori per gli utenti. Chi usa la famosa piattaforma social tema di restare improvvisamente senza, anche in base agli sviluppi politici che dovrebbero arrivare prossimamente. Nel frattempo però è arrivata una sorta di deroga che vede l’App Store di Apple confermare la presenza dell’applicazione al suo interno almeno per altri due mesi e mezzo, 75 giorni per la precisione. Per chi non lo sapesse infatti la rimozione dell’applicazione negli Stati Uniti è stata al momento bloccata dal presidente Trump con un ordine esecutivo.
Una trattativa ancora aperta tra tecnologia e politica
In questo momento si stanno decidendo dei sorti di TikTok e per il suo futuro negli Stati Uniti, con una negoziazione continua che dovrebbe portare ad una maggioranza formata da investitori statunitensi invece che da quelli di ByteDance, attuale proprietaria dell’app.
Negli ultimi mesi, infatti, Trump ha irrigidito la sua posizione economica, introducendo dazi aggiuntivi sulle importazioni dalla Cina fino al 54%. Questo ha avuto ripercussioni anche sull’accordo già parzialmente accettato da ByteDance, portando a un rallentamento delle approvazioni necessarie per chiudere l’intesa.
Non è la prima proroga per TikTok
TikTok aveva già evitato un ban a febbraio, sempre grazie a un intervento da parte delle autorità federali. In quell’occasione, una precedente comunicazione da parte di Bondi aveva spinto Apple a mantenere l’app sugli store digitali, in attesa di nuove verifiche. Anche Google Play, lo store Android gestito da Alphabet, continua a rendere disponibile l’app, ma da Mountain View non sono arrivati commenti ufficiali.
Apple osserva, ma non si espone
Pur non avendo rilasciato dichiarazioni, Apple ha scelto ancora una volta una linea attendista. La proroga consente di evitare una decisione drastica e di guadagnare tempo per valutare gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo, TikTok rimane accessibile a milioni di utenti americani, mentre si attende di capire se la trattativa porterà davvero alla creazione di una TikTok “made in USA” o se il braccio di ferro tra le due potenze globali farà saltare tutto.
