Negli ultimi mesi, su YouTube si è assistito a una vera e propria invasione di trailer creati con l’intelligenza artificiale. Video spesso spettacolari, ma anche fuorvianti, che confondono gli utenti e mettono in difficoltà le major di Hollywood, da tempo preoccupate per l’utilizzo improprio dei propri marchi. Ora però qualcosa sta cambiando: YouTube ha deciso di colpire i canali che pubblicano questi contenuti, partendo dalla cosa che fa più male, ovvero i soldi.
Niente più pubblicità per chi pubblica trailer falsi su YouTube
La piattaforma ha appena rimosso i canali Screen Culture e KH Studio dallo YouTube Partner Program, il sistema che consente agli youtuber di guadagnare attraverso le pubblicità nei loro video. Parliamo di due canali molto popolari: il primo con oltre 1,4 milioni di iscritti, il secondo con quasi 700mila.
Entrambi avevano pubblicato negli ultimi mesi numerosi trailer generati con l’AI, incentrati su film molto attesi come Avengers: Secret Wars, Spider-Man 4 o Shrek 5. Video spesso presentati come “ufficiali” o comunque molto simili a quelli veri, almeno a prima vista.
Hollywood non ci sta
A scatenare la reazione di YouTube sarebbero state le pressioni ricevute dai grandi studi cinematografici, stanchi di vedere i loro marchi usati senza permesso per generare contenuti fuorvianti, e soprattutto profitti a chi quei diritti non li possiede. La piattaforma ha risposto classificando quei video come contenuti duplicati e fuorvianti, e ha quindi deciso di rimuovere la possibilità di monetizzarli.
Ma i canali non si fermano
Nonostante la stretta economica, i canali continuano a pubblicare trailer falsi. I loro gestori sostengono che i video non ingannino nessuno e che siano chiaramente finti, anzi, in qualche modo simili a delle parodie. Ma YouTube per ora non è d’accordo e ha scelto una linea dura, anche se non ha ancora aggiornato ufficialmente le proprie linee guida su questo tipo di contenuti.
Quel che è certo è che l’intelligenza artificiale e il diritto d’autore si trovano sempre più spesso a scontrarsi, non solo su YouTube ma anche con immagini, opere d’arte e musica generata in modo automatico. E questa, molto probabilmente, non sarà l’ultima battaglia.
