Donald Trump ha ufficializzato l’introduzione di dazi minimi del 10% su tutte le importazioni. L’Europa, considerata tra i nemici economici, si vede colpita con una tariffa del 20%. La Cina, ancora più nel mirino, subisce dazi del 34%. Trump ha parlato di un giorno di liberazione, di una vittoria per l’economia americana. Ma chi pagherà il prezzo di questa scelta? Le aziende europee dovranno affrontare un crollo della competitività ed i consumatori statunitensi vedranno i prezzi lievitare. E le tensioni diplomatiche? L’UE si troverà costretta a rispondere con la stessa moneta. Nessuno uscirà vincitore da questa battaglia.
L’industria dei motori in ginocchio
Uno dei settori più colpiti è sicuramente quello automobilistico. Gli Stati Uniti infatti impongono dazi del 25% su tutte le auto importate. Un colpo durissimo per le case europee, giapponesi e coreane. Ma non finisce qui. Dal 3 maggio entreranno in vigore nuove tariffe doganali su molte componenti: motori, batterie agli ioni di litio, trasmissioni. Il costo della produzione aumenterà. Anche i modelli costruiti negli USA risentiranno dei rincari della componentistica. Si teme anche una riduzione dell’offerta. Alcuni modelli economici potrebbero scomparire dal mercato americano. Il sogno dell’auto a buon prezzo rischia di svanire con i dazi così alti, come si farà? Gli analisti prevedono che il costo delle vetture salirà, pesando sulle tasche dei cittadini statunitensi. Trump aveva promesso di proteggere l’industria nazionale, ma come potrà reggere il mercato senza una filiera sostenibile? Pare fare più del male che del bene e il suo “Make America Great Again” non sta funzionando, anzi.
L’Europa risponderà ai dazi?
La reazione dell’UE è inevitabile. La Vda, l’Associazione tedesca dei costruttori di automobili, ha già avvertito: questi dazi creeranno solo perdenti. Bruxelles dovrà agire con determinazione e unità. I dazi colpiscono l’industria europea nel cuore, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Ma come rispondere? Una ritorsione con tariffe equivalenti potrebbe scatenare un’escalation senza fine. Si tenterà una mediazione? Il tempo stringe e l’economia non aspetta. La diplomazia europea dovrà dimostrare di avere la forza di reagire. Senza una strategia chiara, il rischio è quello di subire un colpo senza precedenti. Il gioco si fa duro e la guerra commerciale è appena iniziata.
