Nutella nello spazio che cambia sapore sembra una di quelle curiosità da bar, eppure dietro c’è una spiegazione scientifica piuttosto seria. A sollevare la questione è stato Jeremy Hansen, astronauta della missione Artemis II, dopo aver osservato un barattolo della celebre crema alle nocciole fluttuare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. E no, non si tratta di suggestione o di nostalgia per la Terra: il problema è tutto nella fisica.
Come la microgravità stravolge il gusto del cibo
Quando si parla di microgravità, il pensiero va subito agli oggetti che galleggiano e agli astronauti che fanno capriole. Ma gli effetti sul corpo umano sono molto più profondi e, per certi versi, subdoli. Nello spazio i fluidi corporei non si comportano come sulla Terra. Senza la forza di gravità che li tira verso il basso, tendono a redistribuirsi verso la parte superiore del corpo, accumulandosi nella zona del viso e della testa. Il risultato? Una sensazione simile a quella di un raffreddore perenne. Il naso si congestiona, le mucose si gonfiano, e l’olfatto ne risente in modo significativo.
Ora, chiunque abbia mai mangiato qualcosa col naso chiuso sa benissimo quanto il sapore ne esca impoverito. Ed è esattamente quello che succede agli astronauti. Il gusto, nella sua percezione completa, dipende in larghissima parte dall’olfatto. Se quest’ultimo viene compromesso, anche un alimento dal sapore intenso come la Nutella nello spazio risulta più piatto, meno avvolgente, quasi irriconoscibile rispetto a quello che si è abituati a gustare con i piedi ben piantati a terra.
Non è solo questione di naso: le consistenze cambiano tutto
Ma la faccenda non si ferma al naso tappato. La consistenza degli alimenti gioca un ruolo che spesso viene sottovalutato. In microgravità, il modo in cui il cibo si muove in bocca, aderisce al palato, si mescola con la saliva, è diverso. Anche la percezione della cremosità o della viscosità cambia, perché i fluidi orali si comportano in modo differente quando la gravità non li assiste nel loro lavoro quotidiano.
Per un prodotto come la Nutella nello spazio, che basa gran parte del suo fascino proprio sulla texture cremosa e sul profumo intenso di cacao e nocciole, questo doppio colpo è particolarmente penalizzante. L’esperienza sensoriale complessiva viene stravolta, e quello che sulla Terra è un piacere quasi automatico diventa qualcosa di profondamente alterato. Hansen, osservando quel barattolo galleggiare nella ISS, ha toccato un punto che va ben oltre la semplice golosità: nello spazio, il piacere del cibo deve fare i conti con la fisica.
