Il 2025 porta ad una svolta in tutto il territorio europeo riguardante il mondo auto. Pare infatti, dai numeri, che la mobilità elettrica stia guadagnando sempre più spazio. Le vendite di auto elettriche sono aumentate significativamente, anche se ovviamente ci sono ancora parecchi dossi da superare. Se nel 2019 le immatricolazioni erano circa 15,8 milioni, nel 2020 i numeri sono poi crollati drasticamente, portando a una riduzione di circa il 25%. Perché? Una parola: pandemia. Questo calo ha però avuto un impatto positivo sulle emissioni di CO2, che si sono ridotte del 5%. La causa? La diminuzione della circolazione delle auto a motore a combustione interna. Dopo quel periodo le elettriche hanno piano piano raccolto sempre più consensi, anche se magari non alla velocità sperata.
L’adozione delle auto elettriche è ora in costante crescita. Attualmente, hanno superato i 6,5 milioni di unità, ma la loro diffusione è ancora inferiore al 3%. Ma quanto la diffusione dei veicoli a batteria può davvero contribuire a ridurre le emissioni? Molti analisti concordano che con l’aumento delle auto elettriche si avrebbe un calo di due terzi delle emissioni di CO2. Il terzo rimanente invece proviene dalla contrazione del mercato automobilistico. Mettendola così il quadro appare positivo, ma si sa che non è tutto oro ciò che luccica. La crisi sanitaria, la carenza di semiconduttori e la tensione geopolitica hanno e continueranno ad avere nella transizione e nella diminuzione di emissioni il loro peso. In questo momento, la sfida principale per l’Europa rimane la sostenibilità di una mobilità che possa fare fronte a una crescente domanda.
Verso il futuro delle auto con sempre meno emissioni?
Il futuro della mobilità sostenibile dipenderà in parte dall’accelerazione delle auto elettriche. Ma le infrastrutture di ricarica e i costi di produzione delle batterie sono ostacoli difficili da superare. Poi c’è ancora un altro dilemma: come garantire che l’accesso a questi veicoli rimanga equo per tutti? Solo un cosa appare certa e cioè che la transizione energetica è in atto, ma la strada è ancora lunga. Se da un lato l’Europa sta facendo progressi, dall’altro è necessario un impegno maggiore. La speranza risiede nell’adozione massiva dei veicoli elettrici e in un ripensamento del modello di trasporto. La lotta ai cambiamenti climatici è solo all’inizio. Riusciremo a mantenere questo slancio anche nei momenti di recupero economico?
