L’intelligenza artificiale Manus sta generando un’enorme attenzione nel settore tech, con alcuni utenti disposti a pagare fino a 1.000 dollari per ottenere un codice di accesso alla beta. Lanciato in Cina dalla startup Butterfly Effect di Wuhan, Manus viene descritto come un agente AI avanzato, capace di collegare pensiero ed esecuzione, superando il concetto dei classici chatbot.
Manus: un’AI che usa più modelli indipendenti
A differenza delle soluzioni basate su un unico modello linguistico, Manus sfrutta più modelli di AI che lavorano su compiti diversi. Sono stati anche diversi personaggi molto influenti ad essere attirati da questa nuova realtà, come ad esempio Dorsey, un tempo CEO di Twitter, che crede si tratti di una soluzione molto promettente per il futuro.
Qualcuno potrebbe non pensarci, ma riuscire ad avere l’accesso è molto complicato. Secondo quanto riportato infatti, solo l’1% degli iscritti alla lista d’attesa è riuscito a ottenere un invito. Di conseguenza, alcuni utenti hanno iniziato a rivendere i codici su piattaforme come Goofish/Xianyu per pochi yuan, mentre su eBay i prezzi salgono fino a 1.000 dollari.
Cosa offre Manus
Manus si presenta con un’interfaccia simile a ChatGPT, con la cronologia delle conversazioni a sinistra e uno spazio per digitare le richieste. Tra le sue caratteristiche principali:
- “Manus’ Computer”, una finestra che mostra in tempo reale le azioni dell’agente, permettendo di intervenire;
- Possibilità di scaricare i risultati in formato Word o Excel, per una condivisione più immediata;
- Costo per attività molto basso, appena 2 dollari, dieci volte meno rispetto a DeepSearch di OpenAI.
Tra entusiasmi e problemi tecnici
Le prime impressioni sono contrastanti. Alcuni lo definiscono rivoluzionario, mentre altri lo vedono ancora troppo instabile, con frequenti crash e un tasso di fallimento elevato. Il co-fondatore Yichao “Peak” Ji ha rassicurato gli utenti dichiarando che l’infrastruttura è stata potenziata, riducendo il tasso d’errore, anche se questo comporta sessioni più lunghe e possibili sovraccarichi del sistema. L’attuale versione è ancora in beta, quindi ci saranno miglioramenti nei prossimi mesi.
