Sono tanti attualmente i progetti messi a punto per un futuro più sostenibile, un futuro in cui le energie rinnovabili la faranno da padrona. Attualmente, però, in Italia gli ostacoli sono tanti e il settore si trova in un momento del tutto difficoltoso.
Se da una parte, infatti, la potenza installata ha registrato un incremento, dall’altra quello che è l’obiettivo del 20230 per le energie rinnovabili sembra essere ancora del tutto lontano. Il cosiddetto Decreto Aree Idonee, infatti, che prevede il raggiungimento di oltre 80 GW per l’Italia potrebbe essere una meta raggiungile, ma con ben otto anni in più rispetto alle tempisti prefissate. Scopriamo dunque maggiori dettagli in merito nel corso di questo nuovo articolo.
Energie rinnovabili: gli obiettivi dell’Italia
Un tema del tutto importante quello delle energie rinnovabili ma senza alcun dubbio complesso, soprattutto per il nostro Paese. Non a caso, infatti, come dichiarato dallo stesso presidente nazionale di Legambiente, l’Italia è in colpevole ritardo sugli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili. Obiettivi da raggiungere al 2030. Nello specifico, i principali ostacoli non tecnologici vengono considerati elementi come gli iter autorizzativi lenti, l’ostracismo del Ministero della Cultura e l’inazione delle Regioni, i decreti ministeriali sbagliati e ideologici, come quelli su aree idonee e agricoltura, e le politiche miopi del Governo Meloni.
Come anticipato, nonostante sia stato registrato un incremento della potenza installata, l’obiettivo delle rinnovabili per il 2030 è ancora lontano per l’Italia e le cause vengono ricondotte non solo ai rallentamenti burocratici ma anche alla presenza di normative inadeguate e ostacoli che non fanno altro che rallentare i processi di sviluppo.
A tal proposito, il recente rapporto realizzato da Legambiente, denominato “Scacco matto alle rinnovabili 2025”, ci consente di avere un’idea più chiara sull’attuale situazione. Nello specifico, emerge che il Italia vi è una potenza complessiva di energie rinnovabili installata di oltre 17,7 GW. Un numero che corrisponde, dunque, a solo il 22% dell’obiettivo fissato per il 2030.
